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Politica

Il Partito Liberaldemocratico FVG denuncia: “Il petrolio russo continua a passare da Trieste”

Luca Marsi·
Il Partito Liberaldemocratico FVG denuncia: “Il petrolio russo continua a passare da Trieste”

In un comunicato diffuso oggi, il Partito Liberaldemocratico del Friuli Venezia Giulia denuncia con forza che, nonostante gli annunci di stop, il petrolio russo continua a transitare attraverso il terminal SIOT di Trieste.

Come si legge nella nota del Partito Liberaldemocratico FVG, la Repubblica Ceca aveva dichiarato a inizio anno la fine delle importazioni di greggio russo, finora autorizzate in deroga alle sanzioni europee. Tuttavia, i dati AIS sul traffico marittimo rivelano che quasi ogni settimana nel porto triestino continuano ad arrivare petroliere provenienti da Novorossiysk, il principale terminal petrolifero russo del Mar Nero.

Nel comunicato, il Partito cita il caso della petroliera Taipan, battente bandiera delle Isole Marshall, attraccata ieri, 26 ottobre, al terminal SIOT dopo aver fatto scalo a Novorossiysk il 13 ottobre. “È evidente – si legge nel comunicato – che quel carico non può che essere petrolio russo, dal momento che le navi russe non possono più entrare in acque territoriali europee.”

La nota del Partito Liberaldemocratico FVG prosegue segnalando che altre due petroliere, la Achilleas (Grecia) e la Fontana (Isole Marshall), risultano in viaggio verso Trieste, con arrivo previsto rispettivamente il 30 ottobre e il 1° novembre.

L’esportazione di petrolio è una delle principali fonti di finanziamento dell’aggressione russa all’Ucraina,” sottolinea il comunicato, aggiungendo che “è un insulto alla città di Trieste dover essere un ingranaggio di questo meccanismo perverso, proprio mentre il porto si prepara a diventare hub logistico per la ricostruzione dell’Ucraina, come ricordato dal ministro Adolfo Urso.”

Il Partito Liberaldemocratico FVG, nella sua nota, ribadisce inoltre i rischi per la sicurezza legati a questi traffici: “L’arrivo di greggio russo mette a rischio l’infrastruttura petrolifera e l’attività della SIOT – si legge – non solo per le possibili sanzioni secondarie da parte degli Stati Uniti, ma anche per il rischio di sabotaggi.”

Il comunicato richiama anche i recenti incendi in due raffinerie europee – la Mol di Szazhalombatta (Ungheria) e la Lukoil Europe di Ploiesti (Romania) – entrambe rifornite con petrolio russo. “Due episodi quasi simultanei, difficili da attribuire al caso,” scrive il Partito nella sua nota.

Il Partito Liberaldemocratico del Friuli Venezia Giulia conclude il comunicato con un messaggio chiaro:
Che si tratti di sabotaggi ucraini o russi non importa. Ciò che conta è che la presenza di navi provenienti dalla Russia nel porto di Trieste non solo finanzia la guerra, ma espone la città e l’intero sistema energetico europeo a un rischio concreto e inaccettabile.

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