Grignano. Massolino: «Subito stop ai lavori per salvare i pini di Grignano, la Regione riveda il progetto»

«Oggi sono state consegnate in Consiglio regionale quasi 600 firme cartacee, a cui si aggiungono oltre 1300 sottoscrizioni online, per chiedere alla Regione di salvare gli ultimi 12 pini marittimi rimasti a Grignano. Una mobilitazione importante, sostenuta da associazioni locali quali Legambiente, WWF e Triestebella, nata in poche settimane, che dimostra quanto cittadine e cittadini abbiano a cuore la difesa di un bene comune, paesaggistico e identitario» dichiara Giulia Massolino, consigliera del Patto per l’Autonomia – Civica FVG.
«La Giunta non può rimanere sorda a questo appello. Nel progetto iniziale era previsto un intervento conservativo, come quello realizzato con successo a Lignano. Nonostante le promesse iniziali, invece, lo scorso inverno sono stati abbattuti i pini nella parte nord, e in risposta alla mia interrogazione abbiamo appreso che si intendono abbattere, in autunno, anche quelli lato sud. Non si può parlare di sostenibilità e, nello stesso tempo, sacrificare alberi secolari per fare spazio a parcheggi» prosegue Massolino.
Il Patto per l’Autonomia – Civica FVG sostiene quindi con forza la richiesta avanzata dal Comitato Riva Massimiliano e Carlotta: interpellare esperti di arboricoltura per valutare alternative praticabili all’abbattimento. «Non è un’utopia, ma una possibilità concreta già realizzata altrove: servono volontà politica e rispetto per il paesaggio. L’abbattimento, previsto per l’autunno, va sospeso, per consentire alla Commissione di analizzare la petizione» sottolinea la consigliera.
La petizione chiede inoltre di garantire un accesso libero e inclusivo al mare, con scale sulla scogliera che permettano anche alle persone con ridotta mobilità di fare il bagno, e la riapertura del percorso pedonale tra lo stabilimento Grignano 1 e Grignano 2. «Difendere gli alberi significa anche difendere un’idea diversa di città: più verde, più bella, più accessibile. Una città che mette al centro la qualità della vita e non l’ennesima colata di asfalto» conclude Massolino.
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