Giacomelli e Russo a Trieste Cafe: scontro su Porto Vecchio e futuro di Trieste (VIDEO)
Una serata di dibattito acceso quella trasmessa ieri su Trieste Cafe, condotta dal direttore, che ha visto protagonisti Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, e Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale per il Partito Democratico. Due esponenti di spicco della politica locale si sono confrontati sui temi cruciali per Trieste: la scelta del nuovo presidente dell’Autorità Portuale, l’attrattività per i giovani e il futuro del Porto Vecchio.
Il nuovo presidente dell’Autorità Portuale: visioni diverse ma convergenze
Il primo tema affrontato è stato l’identikit del prossimo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Entrambi i politici hanno concordato sull'importanza di una figura competente, ma con sfumature differenti.
Giacomelli ha dichiarato: "Mi piacerebbe una persona del territorio che conosca le specificità uniche del porto di Trieste, soprattutto i punti franchi e la loro importanza per attrarre imprese e ampliare la ricchezza del porto alla città intera." Tuttavia, ha ricordato che anche un nome esterno, come quello di Zeno D’Agostino in passato, potrebbe sorprendere positivamente.
Russo, dal canto suo, ha ribadito l’importanza di seguire l’esempio di D’Agostino, puntando su competenza ed esperienza internazionale: "Abbiamo bisogno di una figura che sappia di portualità, ferrovie e lingue straniere. Non vogliamo un riciclo politico, ma un professionista che sappia valorizzare il porto come fulcro dell’economia triestina."
Giovani e opportunità: prospettive opposte
Un altro tema chiave è stato il problema dell’attrattività di Trieste per i giovani. Russo ha lanciato un grido d’allarme: "Trieste sta perdendo i suoi giovani migliori: per ogni giovane qualificato che arriva dall’estero, dieci lasciano il Friuli Venezia Giulia. Abbiamo bisogno di creare lavori qualificati, non solo legati al turismo, ma anche nel settore della ricerca, dell’ingegneria e dell’innovazione."
Giacomelli ha difeso i risultati ottenuti dalla regione e dal governo, sottolineando che il problema è nazionale: "I giovani non lasciano Trieste, lasciano l’Italia per paghe più alte all’estero. Con il governo Meloni stiamo lavorando per ridurre il cuneo fiscale e migliorare la situazione."
Porto Vecchio: sviluppo tra pubblico e privato
Il confronto si è fatto particolarmente acceso sul futuro del Porto Vecchio. Russo ha criticato l’approccio del centrodestra: "Il progetto attuale è troppo focalizzato su operazioni immobiliari. Serve portare imprese che offrano lavoro qualificato ai giovani, non solo costruire appartamenti per turisti ricchi."
Giacomelli ha risposto evidenziando i progressi ottenuti: "Il piano del Porto Vecchio prevede insediamenti produttivi e imprese, non semplici spostamenti. Abbiamo chiesto di favorire nuovi posti di lavoro e nuove filiali, e questo è stato accolto nel progetto."
Botta e risposta finale
Tra frecciate e momenti di tensione, entrambi i politici hanno rivendicato il merito di aver contribuito allo sviluppo della città. Russo ha sottolineato che "Porto Vecchio esiste grazie alla sdemanializzazione fatta dal PD," mentre Giacomelli ha ricordato le iniziative del centrodestra sui punti franchi: "Siamo stati noi di Fratelli d’Italia a riportare al centro il tema dell’extradonalità, fondamentale per attrarre nuove imprese."
La serata si è conclusa con un dibattito vivace, che ha evidenziato le differenze di visione tra i due schieramenti, ma anche alcuni punti di convergenza. I temi trattati rimangono cruciali per il futuro di Trieste, una città che cerca di bilanciare tradizione e innovazione, locale e globale.
Un confronto intenso che ha lasciato spazio per riflessioni e, forse, per una collaborazione futura su alcuni temi strategici per la città.
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