mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Fine vita: Serracchiani, la legge è richiesta dalle coscienze

Luca Marsi·
Fine vita: Serracchiani, la legge è richiesta dalle coscienze

 
“Il Parlamento deve assumersi la responsabilità di discutere e approvare una legge richiesta dalle coscienze delle persone oltre che dalle sentenze costituzionali. Non si deve avere paura di affrontare temi difficili, anzi è proprio su questi che si esercita al massimo livello il nostro ruolo di legislatori nazionali, non è giusto che se ne occupi la Consulta o ne discutano le Regioni. Per questo ho presentato un testo di legge equilibrato su un tema delicatissimo e rilevante, che si muove tra la vita e la morte. Riprendiamo il cammino interrotto nella scorsa legislatura”. La deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, rende nota la sua proposta di legge "Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita" (1559) dello scorso 20 novembre, che riprende il testo approvato dalla Camera in prima lettura il 10 marzo 2022.
“Non è giusto che si ripetano indefinitamente casi come quello di Anna – afferma la deputata dem riferendosi alla donna triestina deceduta lo scorso 28 novembre dopo aver chiesto l’accesso al suicidio assistito - e di quanti prima hanno intrapreso percorsi complessi in condizioni terribili per far valere il proprio diritto a una fine dignitosa. Quando la cura è stata prestata, quando ogni possibile sforzo è stato fatto, quando qualunque dovere di solidarietà è stato adempiuto, allora vi è il dovere di non voltarsi dall'altra parte di fronte ad una sofferenza intollerabile, davanti ad una libera ancorché sofferta richiesta di essere aiutati a concludere dignitosamente la propria vita”.
“Il disegno di legge – precisa Serracchiani - non disciplina la cosiddetta eutanasia attiva ma, nel solco della giurisprudenza della Corte costituzionale, disciplina i presupposti e l'iter da seguire per consentire alla persona malata di attivare e condurre a termine la procedura che porrà fine alla sua vita, escludendo responsabilità penali per coloro che aiutano e agevolano il malato in questo percorso”.
 

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