Fincantieri: Russo (Pd), al tavolo siedano opposizione e attori sociali

«Sedersi a un tavolo collettivo per trovare una sintesi di dialogo tra Fincantieri, le istituzioni e il territorio è certamente positivo e importante. Ma questo deve avvenire con il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio capaci di portare un contributo e mobilitare le migliori energie per far sì che questa possa essere una reale occasione di rilancio. Ci fa piacere che ci sia curiosità rispetto alla presenza o all’assenza dell’onorevole Cisint ma lasciare fuori qualcuno, siano essi rappresentanti dell'opposizione, di categorie economiche e forze sindacali sarebbe un errore». Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo intervenendo nel dibattito su Fincantieri.
«In questo momento, più che mai, Monfalcone ha bisogno di norme speciali a fronte di una situazione che non ha eguali in Fvg. Per questo, accanto all’impegno di Fincantieri è necessario un coinvolgimento forte e diretto di Regione e Governo che devono farsi carico delle diverse problematiche che competono loro».
Probabilmente, continua Russo, «si sarebbe potuto fare prima, ma riconosciamo che la disponibilità espressa dal presidente Fedriga ad aprire un tavolo di dialogo fra Fincantieri e il territorio dopo la presa di posizione unanime del consiglio comunale di Monfalcone, segna un passo in avanti rispetto a uno scontro inedito fra azienda e politica e può rappresentare il luogo dove trovare un punto di equilibrio più avanzato».
Secondo l'esponente dem, «oggi la sfida è quella di mettere mano tutti insieme a strategie capaci di porre rimedio agli inevitabili squilibri che inevitabilmente la presenza di un player globale come Fincantieri crea su un territorio relativamente piccolo come quello monfalconese. Va, però, chiarito un altro punto accanto al necessario allargamento dei soggetti coinvolti. Nonostante molti si siano focalizzati in questi giorni soltanto sul tema della legalità, il tavolo proposto da Fedriga sarà, infatti, chiamato soprattutto a capire se ci sono volontà e capacità di sviluppare politiche innovative che riconoscano il disagio di cui la politica e gli stakeholder si sono fatti portavoce. Serve, infatti, un’azione di ampio respiro, capace di restituire serenità ai cittadini, prevedendo maggiori investimenti in campo formativo, valorizzando progetti di sviluppo sociale, ripensando le strategie urbanistiche e abitative, creando sinergie che “spalmino” su diverse realtà della regione oneri ed onori di una presenza importante come quella di Fincantieri».
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