Filt Cgil Fvg: 'Stop ai traffici d’armi nei porti, i cittadini hanno diritto di sapere'
La FILT CGIL del Friuli Venezia Giulia interviene con decisione sul tema del transito delle armi nei porti della regione, chiedendo massima chiarezza e applicazione rigorosa delle leggi.
Il Dipartimento Porti del sindacato, guidato da Stefano Mauro e dal segretario generale Saša Čulev, richiama l’attenzione del Governo nazionale e di quello regionale:
- È necessario garantire il diritto individuale all’obiezione di coscienza, sancito dalla Corte Costituzionale.
- I cittadini e i lavoratori della regione devono avere la possibilità di sapere se, e in quale misura, rischiano di essere coinvolti indirettamente in traffici contrari ai propri principi morali e civili.
Il sindacato chiede quindi alla Giunta regionale e a ciascun consigliere del Consiglio regionale di attivarsi nelle sedi competenti per ottenere la massima trasparenza sui traffici di armamenti che attraversano i porti del Friuli Venezia Giulia.
“La nostra comunità – afferma la FILT CGIL – ha il diritto di non essere complice inconsapevole di azioni che violano le leggi e la coscienza civile. Siamo pronti a una mobilitazione generale, insieme a tutte le forze del mondo del lavoro e della società civile, per fermare ogni atto che contrasti con i principi della Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti tra i popoli”.
Il sindacato richiama in particolare l’applicazione piena e senza interpretazioni della Legge 185/1990 (che regola l’esportazione, importazione e transito di armi), della Legge 84/1994 e dei principi sanciti dalla Costituzione italiana.
“La pace e la democrazia – conclude la nota – si difendono anche con la trasparenza e l’informazione, affinché ogni cittadino possa formarsi una coscienza libera e consapevole”
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