Esuli istriani, Cisint: “Ho scritto al Presidente Mattarella per difendere la memoria e l’identità italiana”

L’ipotesi della cessione alla Slovenia della Pala d’Altare della “Madonna con il Bambino” continua a suscitare clamore e dolore nel mondo degli esuli istriani. A sollevare con forza la questione è l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint, che ha deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rappresentare “il disorientamento e il senso di smarrimento dell’Unione degli Istriani e dell’intero Nordest di fronte a una scelta che rischia di diventare uno sfregio alla memoria collettiva”.
Nella sua lettera al Capo dello Stato, Cisint ripercorre le pagine più buie della storia del Novecento: le violenze della dittatura titina, le foibe, le torture, le sparizioni e, soprattutto, l’esodo forzato di decine di migliaia di italiani costretti ad abbandonare case, beni e radici per non subire una vera e propria pulizia etnica.
“La cessione della Pala sarebbe percepita come un vulnus profondo, un gesto unilaterale che non può essere compreso alla luce delle spoliazioni subite dai nostri connazionali – scrive l’europarlamentare –. Per gli esuli significherebbe rivivere lo smarrimento, la precarietà, l’indifferenza e l’oblio che hanno segnato il loro destino”.
Accanto al piano storico e simbolico, Cisint sottolinea anche le ragioni giuridiche. L’opera, spiega, è arrivata in Italia nel 1940 e non può dunque rientrare tra quelle rivendicate ai sensi dell’articolo 12 del Trattato di pace del 1947, che riguarda soltanto gli oggetti prelevati tra il 4 novembre 1918 e il 2 marzo 1924. “La Pala – aggiunge – fa parte di un insieme di opere di grande pregio, realizzate da artisti italiani, che rappresentano una preziosa espressione dell’identità nazionale”.
Il rischio, secondo Cisint, è quello di trasmettere un messaggio distorto: “non si tratta di un semplice atto amministrativo, ma di una decisione che tocca sensibilità umane collettive, che non possono e non devono essere ignorate o umiliate”.
Per questo, l’ex sindaco di Monfalcone ha chiesto a Mattarella di farsi garante della memoria e dell’identità italiana, preservando il valore storico e simbolico della Pala e, con essa, il rispetto dovuto alla comunità degli esuli istriani.
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