Dalla Risiera un monito solenne di ANPI Trieste: “Il vero antifascismo ripudia ogni atto di violenza”

La manifestazione del 25 aprile alla Risiera di San Sabba si è svolta in un clima partecipato e significativo, ma non sono mancati episodi che hanno sollevato polemiche. Su questi è intervenuto il presidente provinciale dell’ANPI/VZPI di Trieste, Fabio Vallon, offrendo una lettura articolata dei fatti.
“Fischiare un oratore è dissenso democratico, non uno scandalo”
Vallon ha voluto distinguere nettamente i diversi episodi. Da un lato ha definito “esercizio lecito di dissenso democratico” il gesto di fischiare l’oratore ufficiale durante il discorso. Pur comprendendo il senso di sacralità laica attribuito al luogo, il presidente dell'ANPI ha sottolineato come manifestare il dissenso, anche in una forma sonora e plateale, rientri nei diritti riconosciuti in un sistema democratico.
Secondo Vallon, non sarebbe quindi necessario amplificare oltre misura la protesta di chi ha voluto contestare quella che viene percepita come l’ipocrisia di alcune amministrazioni di destra, in provincia e in regione, durante le celebrazioni della Liberazione.
“Fumogeni e bombe carta: azioni stupide e criminali, lontane dall'antifascismo”
Ben diverso è il giudizio sulle azioni più estreme avvenute a margine della cerimonia. Vallon condanna senza mezzi termini l'uso di fumogeni davanti al forno crematorio della Risiera, definendo il gesto privo di senso resistenziale o protestatario, e semplicemente stupido. Un gesto che, proprio per la simbologia del luogo, viene considerato offensivo e fuori luogo.
Ancora più dura la posizione rispetto al lancio di bombe carta, atto descritto come criminale a prescindere dal bersaglio. Vallon ribadisce che nessuno di coloro che ha compiuto questi atti può essere considerato un vero antifascista, evidenziando una chiara distanza tra i valori della Resistenza e la pratica della violenza.
Una riflessione sul vero spirito del 25 aprile
La dichiarazione si conclude con un invito implicito a riflettere sul significato profondo del 25 aprile: una festa di liberazione e democrazia, che deve essere difesa sia dall’ipocrisia sia dagli atti violenti che ne tradiscono i principi fondanti.
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