Crociere, Marchesan: "Inquinano, lavoro povero", Lakošeljac: "Lavoro è lavoro, basta dire sempre no" (VIDEO)

Trieste, diretta tesa e senza sconti nel format “Giovani al voto”, dove due giovani esponenti politici hanno messo sul tavolo i temi più divisivi del momento: ovovia e crociere. Un confronto acceso, con momenti di sarcasmo, repliche taglienti e anche qualche problema tecnico che ha reso il tutto ancora più “da diretta vera”: si parte con connessioni ballerine e un’immagine “frizzata”, ma le idee arrivano forti e chiare.
A confrontarsi sono stati “Alessandro Marchesan” (Sinistra Italiana) e “Matteo Lakošeljac” (Lista Dipiazza), con la conduzione di Luca Marsi.
Subito ovovia: “Lakošeljac” frena ma non boccia, “Marchesan” affonda
La prima domanda è quella che a Trieste accende sempre il motore della polemica: la Giunta ha deciso all’unanimità di ricorrere al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar sull’ovovia. Serve? È utile? È un progetto da sostenere o da archiviare?
“Matteo Lakošeljac” parte con una posizione prudente: dice chiaramente che non è mai stato un grande fan del progetto, ma sottolinea che la questione va discussa in maggioranza e rivendica il ruolo di lista civica, senza vincoli rigidi. Poi lancia la sua idea: secondo lui l’ovovia avrebbe più senso come collegamento alternativo, ad esempio Barcola–Monte Grisa o Opicina–Monte Grisa, dove potrebbe avere maggiore utilità anche turistica.
Dall’altra parte “Alessandro Marchesan” alza subito i toni e mette l’ovovia nel mirino: per lui è “lapalissiano” che sia un progetto fallimentare e che abbia bloccato un’intera legislatura, occupando tempo e attenzione in Consiglio comunale mentre altri temi cittadini restavano in coda. Marchesan insiste soprattutto sul nodo economico: costi troppo elevati e un numero di utilizzatori giornalieri necessario per rientrare dalle spese giudicato irrealistico. E poi l’affondo politico: “non capisco neanche perché la giunta abbia continuato con questo suicidio”.
Il confronto si fa ancora più duro quando Marchesan sottolinea che l’ovovia, oltre a non essere utile al traffico, rischierebbe di congestionare le zone delle stazioni e portare ulteriori disagi, oltre al tema ambientale del disboscamento.
Il nodo fondi e Pnrr: tensione e accuse
Su fondi e risorse lo scontro diventa quasi “da ring”. “Lakošeljac” sostiene che l’idea di base era quella di utilizzare fondi europei e non lasciare risorse ad altri Paesi più capaci di intercettarle. “Marchesan” replica che i fondi non sarebbero finiti all’estero e che il caso dimostra una cosa semplice: quei soldi Trieste li ha persi, e questo è un danno per i cittadini.
Marchesan rilancia anche un’alternativa netta: quei fondi avrebbero dovuto sostenere trasporto pubblico e tram elettrici, non una cabinovia vista come opera turistica e non infrastruttura di mobilità per i residenti. Lakošeljac, nella replica, prova a spostare l’asse: per lui l’ovovia non nasce per “decongestionare” e, se si parla di viabilità, bisognerebbe costruire strade. Poi ribadisce il concetto: lui la vedrebbe più utile in un’altra tratta, collegando Monte Grisa.
Crociere: “Marchesan” dice stop, “Lakošeljac” rivendica lavoro
Il secondo tema è quello delle crociere, un punto caldo per Trieste tra economia, turismo e impatto ambientale. La domanda parte da un dato: prevista una diminuzione del 33% di toccate rispetto all’anno scorso.
“Marchesan” non festeggia per ideologia, ma per convinzione: per Sinistra Italiana le grandi navi non portano benefici reali alla città. Secondo lui portano inquinamento, turismo di massa poco redditizio per Trieste e un modello economico che genera soprattutto lavoro povero e stagionale. Aggiunge che molti crocieristi fanno un giro lampo, vedono due luoghi simbolo e spesso usano Trieste come appoggio per andare altrove.
La risposta di “Lakošeljac” è diretta e quasi provocatoria: “il lavoro è lavoro”. Anche poco lavoro, anche stagionale, resta lavoro in un periodo in cui la disoccupazione giovanile pesa. Per lui le crociere muovono l’economia: rifornimenti, taxi, bar, servizi. E soprattutto attacca la logica del “no”: secondo lui una parte politica tende a dire no a tutto, ma poi resta il problema concreto: come si fa girare l’economia, come si pagano le tasse, come si crea occupazione?
Marchesan respinge l’accusa di ideologia: dice che l’inquinamento è un dato scientifico, non uno slogan. E torna sul punto chiave: puntare sul turismo come motore unico non crea crescita vera, mentre su industria, ricerca e tecnologia si investe troppo poco. Lakošeljac, a sua volta, ribadisce che ambiente sì, ma senza strangolare l’economia e senza far sparire posti di lavoro.
Il finale “politico”: chi sarà il candidato sindaco?
Sul finale arriva la domanda che esce dai temi e apre lo scenario elettorale: chi è il candidato sindaco favorito dell’altra coalizione?
“Lakošeljac” fa un nome per il centrosinistra: Maria Luisa Paglia.
“Marchesan” indica per il centrodestra: Paolo Polidori, ricordando esperienza amministrativa e visibilità.
E qui la diretta chiude con l’annuncio che già scalda il clima: il 21 gennaio è previsto proprio un confronto tra Paglia e Polidori, in quello che viene definito un dibattito “vibrante” per distanze politiche definite “siderali”.
Una diretta che fotografa Trieste: idee opposte e nessuna diplomazia
Il confronto tra “Marchesan” e “Lakošeljac” ha mostrato due visioni opposte: da una parte una linea netta contro opere considerate inutili e impattanti, dall’altra l’idea che Trieste debba comunque provare a creare opportunità e lavoro, senza fermarsi ai “no”. Il tutto con un dettaglio che vale più di tante analisi: quando la politica è giovane, spesso è più spigolosa, più diretta, più vera. E a Trieste, si sa, quando scatta il dibattito… non si resta mai tiepidi.
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