Crisi Triestina, Salvati (PD) presenta un esposto in Procura: “Serve chiarezza sulla gestione del club”

La crisi che da mesi attanaglia la Triestina Calcio si arricchisce di un nuovo, significativo capitolo: il consigliere comunale del Partito Democratico Luca Salvati ha presentato oggi un esposto formale alla Procura della Repubblica di Trieste, chiedendo all’autorità giudiziaria di valutare l’eventuale sussistenza di reati nella gestione economico-finanziaria della società alabardata.
«La Triestina merita rispetto. Ognuno di noi, nei limiti del proprio ruolo, ha il dovere di farsi carico della squadra simbolo del calcio cittadino», ha dichiarato Salvati, che sottolinea come il suo gesto non sia dettato da strumentalizzazioni, ma dalla volontà di difendere un patrimonio collettivo della città.
Una crisi sotto gli occhi di tutti
Fare il riassunto delle vicende recenti della Triestina sembra quasi superfluo. La situazione è nota: la società versa in una grave crisi amministrativa e contabile, tanto che il calciomercato risulta attualmente bloccato, in attesa del rientro nei parametri richiesti dagli organismi federali.
Particolarmente grave il mancato versamento degli emolumenti ai tesserati e dei contributi previsti con scadenza 1° luglio, che rischia di tradursi in ulteriori penalizzazioni in classifica. Una spirale negativa che, tra punti sottratti, impossibilità di operare sul mercato e dubbi sulla tenuta finanziaria, sembra già segnare il destino del prossimo campionato dell’Unione: una retrocessione quasi certa, ammesso che la FIGC non intervenga prima con provvedimenti più drastici.
I conti non tornano
Le perplessità aumentano osservando la gestione finanziaria recente: a giugno era stata annunciata una immissione di liquidità per 3,5 milioni di euro, che però non ha impedito il mancato rispetto della successiva scadenza di luglio, giudicata decisamente più contenuta. Un paradosso che, secondo Salvati, impone interrogativi urgenti.
Altro nodo critico riguarda il monte ingaggi, giudicato eccessivo rispetto alla categoria e in contrasto con i risultati sportivi, ben al di sotto delle aspettative.
Dipendenti dimenticati e bisogno di verità
A soffrire più di tutti, in questa fase, sono i dipendenti non federali della società, che da mesi non percepiscono lo stipendio. «A queste persone, che hanno tenuto in piedi la baracca in mesi di vera tempesta, va tutta la mia riconoscenza», ha aggiunto Salvati.
L’esposto in Procura punta a fare chiarezza non solo su eventuali profili penalmente rilevanti, ma anche su una gestione che ha ripercussioni reali sulla città, sul tessuto sociale e sportivo, e sul futuro di un simbolo triestino.
Un appello alla trasparenza
«Di elementi da approfondire ce ne sono in abbondanza. È ora di fare luce. Serve la massima trasparenza, perché questa vicenda non riguarda solo lo sport, ma tocca il rispetto delle regole, la tutela dei lavoratori e la fiducia dei cittadini in una squadra che rappresenta Trieste nel mondo», conclude Salvati.
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