Coordinamento No Green Pass: 'Attacco al sionismo non significa odio verso gli ebrei!!"
Il Coordinamento No Green Pass e Oltre ha diffuso un comunicato con il quale denuncia l’uso improprio e ingannevole di alcuni termini che – a loro giudizio – alimentano equivoci e denigrazioni.
Secondo il comunicato, infatti, vengono utilizzati a sproposito concetti come no vax e antisemita, due etichette che non corrispondono alla realtà dei fatti.
Il Coordinamento No Green Pass e Oltre sottolinea come sia sbagliato e fuorviante assimilare chi ha contestato l’obbligo vaccinale e il Green Pass con chi rifiuta qualsiasi forma di vaccinazione. «No green pass non significa no vax», ribadiscono gli attivisti, evidenziando che dietro tale distorsione si cela una forma di denigrazione già più volte smentita anche in sede giudiziaria.
Per questo, nel comunicato si chiede che i giornalisti utilizzino correttamente le denominazioni ufficiali dei movimenti, evitando di attribuire genericamente etichette non pertinenti.
Ancora più grave, si legge nel comunicato del Coordinamento No Green Pass e Oltre, è la confusione fra antisemitismo e antisionismo. I primi, spiegano, è l’odio verso gli ebrei come popolo e come cultura; il secondo è la contrarietà a un movimento politico e nazionalista, il sionismo, che – sempre secondo gli attivisti – ha prodotto negli anni politiche colonialiste e di apartheid nei confronti del popolo palestinese.
«Essere antisionisti non significa essere antisemiti – si legge testualmente – anzi, ricordiamo che anche i palestinesi sono un popolo semita. Manifestare a fianco del popolo palestinese significa opporsi a un regime politico, non a un popolo o a una religione».
Il comunicato del Coordinamento No Green Pass e Oltre rilancia quindi la mobilitazione, invitando tutti a partecipare al corteo del 15 settembre contro la militarizzazione del porto di Trieste. «Il governo Meloni – si legge – vuole legare lo scalo giuliano al porto sionista di Haifa attraverso l’Imec. Anche per questo continueremo a mobilitarci al fianco del popolo palestinese, nonostante gli attacchi a mezzo stampa».
Il testo si chiude con una riaffermazione: «La verità è più forte della denigrazione. Non ci fermeranno etichette improprie e narrazioni distorte. La nostra lotta resta quella per la libertà, la dignità e la giustizia».
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