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Politica

Pasino contro Panteca: “se crede io sia persona che si lascia intimidire si sbaglia di grosso” (FOTO - VIDEO)

Luca Marsi ·

Pubblichiamo da Alberto Pasino – Pres. Commissione per la Trasparenza

"Alcuni giorni orsono mi è pervenuta richiesta di convocazione di una riunione della Commissione di Garanzia e Controllo, impropriamente denominata attualmente Commissione per la Trasparenza, affinché alla presenza dei rappresentanti dei sindacati, delle RSA dei lavoratori museali, dei referenti della Euro & Promos e dell’assessore competente, si discuta assieme all’Assessore competente della situazione del personale di Euro&Promos in servizio presso i musei civici del Comune di Trieste.

Ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 16 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale ho chiesto al Presidente l’intesa per la convocazione che – è bene ricordarlo – mira ad evitare sovrapposizioni d’orario rispetto alle riunioni di altre commissioni.

Venerdì ho ricevuto dal Presidente una risposta sconcertante, con la quale questi – dichiaratamente “, in condivisione con il Segretario Generale”  - mi comunica tre cose.

La prima, che la materia trattata esulerebbe dalle materie riservate dal citato Regolamento alla Commissione Trasparenza.

La seconda, che poiché la richiesta sarebbe stata formulata ai sensi del comma II e non già del comma XIII dell’art. 13 del Regolamento, dovrei ritenermi esonerato dal convocare la riunione entro cinque giorni.

La terza, che (cito) “Lo svolgimento di una qualsiasi Commissione consiliare per trattare questioni non riconducibili, nè direttamente nè indirettamente,  alle funzioni ad essa attribuite, potrebbe” ad avviso del Presidente del Consiglio Comunale “ipotizzare un uso distorto delle risorse e, potrebbe, essere  oggetto di intervento della Corte dei Conti”.

Nessuno dei tre rilievi coglie a mio giudizio nel segno.

Premetto sul piano metodologico che il Presidente del Consiglio Comunale non ha titolo per sindacare le attività della Commissione che presiedo. La sola cosa che egli può fare consiste nel verificare se in relazione a data e orari prescelti si profilino sovrapposizioni con i lavori di altra commissione, null’altro. Ciò per una ragione ovvia: la Commissione che presiedo ha funzioni di garanzia e controllo ed è strumento di tutela delle prerogative della minoranza: l’art. 44 del TUEL stabilisce al riguardo che “Lo statuto prevede le forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze attribuendo alle opposizioni la presidenza delle commissioni consiliari aventi funzioni di controllo o di garanzia, ove costituite”. Ipotizzare che le attività di una commissione rientrante in tale genus siano soggette a sindacato e controllo di un Presidente che – come accade per il Presidente Panteca - è espressione della maggioranza ne minerebbe in radice il funzionamento, sicché il tentativo di interferire con le sue attività che questi per tutta la corrente consiliatura ha costantemente cercato di attuare non trova alcun appiglio normativo ed è sintomatico di una sua scarsa attenzione alla necessità di interpretare il suo ruolo con la dovuta terzietà.

Venendo al primo rilievo, osservo che – come ho già spiegato al Presidente - le disposizioni dettate  da Statuto e Regolamento per regolare la Commissione Trasparenza sono state adottate nel 2005. Tuttavia nel 2013 l’entrata in vigore del c.d. Codice della Trasparenza, indicando quale obiettivo strategico di ogni amministrazione la promozione di maggiori livelli di trasparenza ed apprestando istituti tramite i quali perseguirlo, ha attribuito al Responsabile per la trasparenza e per la prevenzione della corruzione del Comune gran parte di quelle funzioni volte al perseguimento della trasparenza anteriormente affidate alla Commissione Trasparenza. Se ci si attenesse alla lettera del Regolamento si dovrebbe concludere che tale normativa ha di fatto svuotato la Commissione Trasparenza delle proprie originarie funzioni, atteso che essa ha ancor oggi, ai sensi dell’art. 16 co. 1 Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale, quale propria unica funzione “l’attività propositiva per la più ampia attuazione dei diritti di accesso e di informazione dei cittadini”, ad onta del fatto che gli istituti dell’accesso civico (art. 5 Codice Trasparenza) e dagli obblighi di pubblicazione concernenti l'organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni (capo II Codice Trasparenza) abbiano trasferito tale funzione all’apparato amministrativo del Comune.

Dunque mentre alcuni strumenti per attuare tale funzione, in particolare quelli consistenti nell’“attuazione dei regolamenti comunali in materia […] di accesso agli atti della Pubblica Amministrazione” (art. 16 co. 2 lett. b) e la risposta a istanze della cittadinanza in materia di trasparenza (art. cit. lett e), appaiono ora svuotati di utilità, gli altri, pur ancora attuali, appaiono strumentali al perseguimento di una funzione non più rilevante ai fini dell’attuazione dell’attività di controllo e garanzia.

Le aporie causate, con riguardo al contenuto esemplificativo dell’art. 16 II co. del Regolamento, dall’affastellarsi di norme di rango primario, succedutesi dopo il varo di tale disposizione non possono però tradursi in un pratico svuotamento di funzioni della Commissione che presiedo. L’interpretazione costituzionalmente orientata del combinato disposto dell’art. 44 TUEL e delle disposizioni di Statuto e Regolamento concernenti la commissione c.d. per la trasparenza convincono che essa sia necessariamente munita delle prerogative di garanzia dei diritti della minoranza e di controllo dell’attività della Giunta, e ciò nonostante il fatto che manchi attualmente una loro disciplina specifica.

Se fosse vera la tesi implicitamente spinta dal Presidente del Consiglio, ossia che la Commissione non può occuparsi di null’altro se non di quanto indicato dall’articolo 16 (norma che, come ho spiegato, è svuotata di qualsivoglia utile contenuto di tutela della minoranza) si lascerebbe all’arbitrio della maggioranza l’esercizio di tali prerogative: basterebbe infatti omettere di adottare una regolamentazione coerente rispetto al mutato assetto normativo per ottenere – nell’assenza di una disciplina di dettaglio – il pratico risultato di non attribuire alla minoranza l’esercizio di alcuna funzione di controllo e garanzia. Io voglio credere che questa non sia la volontà della maggioranza e sono anzi più che persuaso che entro la fine del mio mandato si addiverrà, grazie ad un fattivo dialogo tra maggioranza e opposizione, ad una consona disciplina della Commissione che presiedo, obiettivo cui già stiamo lavorando.

Nella temporanea assenza di tale disciplina di dettaglio giudico che il tema posto all’ordine del giorno rientri di pieno diritto tra quelli che la commissione può validamente trattare, e in tal senso mi conforta la verifica degli argomenti che la Commissione che presiedo ha trattato negli ultimi anni senza che mai si agitasse lo spettro di una responsabilità contabile del suo Presidente.

La seconda questione che pone il Presidente Panteca è, a mio modo di vedere, inutilmente formalistica: l’obiettivo perseguito dalla richiesta di convocazione, a prescindere dalla norma richiamata, è di audire non solo l’assessore competente, ma anche parti sociali e parte datoriale allo scopo di incanalare il loro dialogo in un contesto istituzionale che lo agevoli. Questo è l’obiettivo perseguito dalla richiesta di convocazione sicché, ammesso e non concesso vi sia stato errore nel richiamo del comma invocato, l’obbligo cui mi ritengo soggetto è di consentire che tale obiettivo sia conseguito con una rapidità proporzionata alla gravità del tema oggetto di convocazione.

Vengo infine al terzo aspetto, quello di una mia prospettata responsabilità contabile: mi sorprende che al Presidente del Consiglio Comunale sfugga che se rigettassi l’istanza di convocazione per ragioni, a tutto voler concedere, opinabili nella sostanza e di certo sapore formalistico, esporrei il Comune al rischio di lasciare che la questione Euro&Promos, già contraddistinta da toni fortemente esacerbati, incancrenisca ulteriormente. Nel caso in cui si diffondesse la notizia che un'istituzione comunale come la Commissione che presiedo, invece di affrontare la questione come richiesto dalla maggioranza dei suoi componenti, scelga pavidamente di non agire, sarebbe facile Cassandra chi ipotizzasse l'avvio di una mobilitazione sindacale da parte dei dipendenti E&P, che potrebbe avere conseguenze anche gravi sui servizi comunali e causare costi all'amministrazione comunale, dei quali a ragione anche la politica rischierebbe di dover rispondere. Solo un'azione politica tempestiva, come quella sollecitata dal Commissario Luca Salvati e dagli altri firmatari della richiesta, credo possa scongiurare questa situazione che dunque, lungi dal cagionare danno contabile, di fatto è suscettibile di minimizzarne il possibile futuro avveramento di costi per l’amministrazione. Consentire all’Assessore competente di rassicurare i sindacati sul fatto che la Giunta– come personalmente auspico - stia perseguendo ogni percorribile soluzione per risolvere i problemi che da molto tempo vedono contrapporsi con toni molto accesi azienda e sindacati, stimolando un dialogo grazie al contributo che al proposito può fornire l’opposizione, mi pare il modo più consono per perseguire ipotesi di soluzione dell’attuale vivace contrapposizione e i costi che il loro ulteriore esacerbarsi assai probabilmente comporterebbe.

Chi agita ipotetiche responsabilità contabili mira di norma ad intimidire e, intimidendo, a suscitare l’inazione. Io credo che per la politica ci sia una responsabilità più grave di un ipotizzato uso distorto dell’apparato amministrativo, ed è la responsabilità di chi non lo usa quando ciò è, come nel nostro caso, necessario per il perseguimento del pubblico interesse.

Voglio rassicurare il Presidente Panteca: se crede io sia persona che si lascia intimidire si sbaglia di grosso, la Lista Punto Franco non deflette dal costante impegno perché le regole non si pieghino ai suoi discutibili e personalissimi obiettivi di parte. E se dico personalissimi è perché questa mattina ho anticipato all’Assessore Rossi l’invito e questi vi ha prontamente aderito, cosa per la quale lo ringrazio, a dimostrazione che la bizzarria di ipotizzare una responsabilità contabile a fronte dell’esercizio di prerogative democratiche è ascrivibile alla sola responsabilità personale del Presidente Panteca (e, stando a quel che egli scrive, del Segretario Generale), non della maggioranza che lo ha espresso e che, a questo punto, mi chiedo se non farebbe bene a riconsiderare la propria scelta.

Come dicevo non mi faccio intimidire, ed è per questo che stamani ho sottoscritto la convocazione della Commissione, che avrà luogo il 23 alle 12.00 presso la sala del Consiglio Comunale per trattare della questione Euro&Promos, alla quale confido i media vorranno partecipare."

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