Pubblichiamo da Paolo Radivo - Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara
"Il vice-presidente della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi ha risposto ieri (1° febbraio 2023) in Consiglio regionale a un’interrogazione del consigliere Roberto Cosolini (PD) sull’adeguamento, annunciato da Riccardi stesso il 19 maggio 2022 in terza Commissione, del progetto per il nuovo “Burlo” a Cattinara. Cosolini lamentava «i limiti di quello originario, che rischiava di determinare un ridimensionamento delle attività di ricerca e cura rispetto a quelle attualmente garantite».
Apprendiamo che Riccardi ha affermato: «Le verifiche erano necessarie per capire le condizioni e l’esisto è positivo. Abbiamo appurato che c’è la possibilità di un ampliamento di spazi da mettere a disposizione, e questo nell’ambito del contratto esistente stimandone i maggiori costi, e ci sono le risorse per sostenerli. Ora si deve entrare nel dettaglio, un lavoro che è in itinere».
Ma dove mai nel claustrofobico sito individuato a Cattinara per il nuovo “Burlo” si potrebbero ricavare questi spazi aggiuntivi? Praticamente non ve ne sarebbero verso la chiesa, l’asilo nido comunale italiano o la futura rotatoria su strada di Fiume, se non eliminando l’esile aiuola che separerebbe l’edificio dalla strada d’accesso all’autosilo sotterraneo. Verso via Valdoni sarebbero scarsi e cancellerebbero il giardinetto promesso in compensazione degli alberi da sopprimere. Anche verso Anatomia patologica e medicina legale gli spazi ottenibili sarebbero modesti, comunque a scapito del tetto giardino ed eventualmente della nuova strada per i veicoli dei vigili del fuoco.
Mancando quindi lo spazio per allargare o allungare l’edificio se non di pochissimo, lo si eleverebbe dai previsti 5 a 6, 7 o addirittura 8 piani? Contrariamente al sano principio di “ospedalità orizzontale” raccomandato a livello internazionale?
In ogni caso il nuovo “Burlo” accrescerebbe ulteriormente il suo già notevole impatto paesaggistico specie a danno delle scuole e della chiesa. Diverrebbe ancora più ingombrante e minaccioso.
Ingrandire l’ecomostro comporterebbe poi a cascata la necessità di aumentare proporzionalmente il numero di stalli del suo autosilo sotterraneo, che andrebbe dunque ampliato: in larghezza, impedendo la promessa piantumazione di alberi sostitutivi, o in profondità, costruendo un terzo livello come ipotizzato nel 2009? Spazio in larghezza ce ne sarebbe solo sotto il lato sud-orientale della pineta, per qualche metro a nord-est verso l’asilo nido comunale o tutt’al più sotto via Valdoni. Spazio in profondità ce ne sarebbe sì, ma perforando la roccia.
Ingrandire il nuovo “Burlo” causerebbe ad ogni modo una dilatazione sia dei tempi, sia dei costi, sia dei disagi per il cantiere, già notevoli.
Peraltro i laboratori del nuovo “Burlo” troveranno sede nel costruendo padiglione servizi C1, ossia in un edificio non direttamente collegato?
Nell’audizione del 19 maggio 2022 i rappresentanti di Regione e ASUGI sostennero che non si poteva modificare il progetto esecutivo per risparmiare la pineta, pena contenziosi con la ditta appaltatrice. Riccardi lo giudicò impossibile a pendenza di contratto e con alle spalle una risoluzione contrattuale, a meno di non voler «buttare via tutto e ricominciare da capo». L’ing. Massimiliano Liberale, dirigente ASUGI e responsabile dei lavori a Cattinara, aggiunse: «Mantenere la pineta vuol dire cestinare tutto il lavoro fatto finora».
Dunque Regione e ASUGI considerano fattibile modificare il progetto esecutivo per ampliare il nuovo “Burlo”, ma non per salvare almeno qualche albero? Due pesi e due misure?"