Comitato No-Ovovia all'attacco: "Nuovo referendum se fondi MIT e non PNRR!!" (VIDEO)
"Se il progetto dell'Ovovia (Cabinovia metropolitana TRIESTE-Carso, Ndr) otterrà i fondi ministeriali, invece che quelli Pnrr, probabilmente ritenteremo la via del referendum contro l'opera". Lo annuncia in conferenza stampa William Starc, presidente del Comitato No-Ovovia, davanti alla possibilità sempre più forte che la cabinovia sia esclusa dai fondi Pnrr (48 milioni) dopo il giudizio negativo della Vinca (valutazione di incidenza ambientale) di secondo livello, passo chiave per i progetti Pnrr. Il progetto sta attualmente affrontando la Vinca di terzo livello, in cui il ministero dell'Ambiente ha chiesto integrazioni per fare rientrare la compatibilità, ma rimarrebbe comunque fuori dal Pnrr, al quale subentrerebbero i fondi del ministero dei Trasporti, dati di fatto per sicuri dal sindaco Roberto Dipiazza, convocato martedì al dicastero. I fondi ministeriali, però, rileva Starc, fanno decadere la motivazione con cui la Commissione dei Garanti del Comune ha dichiarato inammissibile il primo referendum contro l'opera dei No-Ovovia, chiesto da 12mila cittadini firmatari: da una parte l'interesse superava l'ambito comunale, trattandosi di un progetto governativo finanziato con fondi comunitari; dall'altra, i tempi di un referendum avrebbero fatto sforare quelli dettati dal Pnrr, facendo saltare i fondi anche qualora il referendum fosse fallito. Con i fondi ministeriali non vi sono più tempistiche, rimane tuttavia l'aspetto della 'strategicità' dell'opera evidenziata dal governo. Sul fronte giudiziario, Starc evidenzia che il Tar ha deciso di accorpare i tre ricorsi contro la cabinovia presentati da privati cittadini, per un unico pronunciamento. Il che allunga i tempi dei ricorsi.
Infine il Comitato torna a proporre, come alternativa alla Cabinovia metropolitana, che siano fondi Pnrr o ministeriali, il progetto della linea tranviaria tra Barcola-Bovedo e Campo Marzio, già presentato al sindaco nel 2022. Si tratta di una rielaborazione di una progetto del 2000 che voleva ricreare una rete tranviaria moderna a TRIESTE, non un prolungamento dello storico Tram di Opicina, e di cui il tratto oggi proposto è quello che attraverserebbe per tutta la lunghezza il Porto Vecchio (nuova area di urbanizzazione) e le Rive. Secondo Andrea Wehrenfennig, presidente del circolo Legambiente di TRIESTE, la quarantina di milioni ministeriali sarebbero già sufficienti per realizzare 3 chilometri di tracciato e il magazzino mezzi, tenendo conto che i costi di realizzazione in Porto Vecchio oggi sarebbero bassi (perché tutta l'area è un cantiere), mentre più alti sarebbero i costi di posa dei binari sulle Rive. (Mil/ Dire)
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