Comitato consultori Trieste: "Anche oggi maggioranza del Consiglio regionale si è espressa contro le donne"

"Anche oggi la maggioranza del Consiglio regionale si è espressa contro le donne.
Anche in questa occasione hanno fatto schierare le forze dell’ordine per difendere il palazzo e dissuadere cittadine e cittadini da una partecipazione attiva, che è il sale della democrazia. Anche i posti accessibili al pubblico sono stati ridotti a 20, più che dimezzati, “per ragioni di sicurezza”.
Nonostante ciò oggi, una delegazione del Comitato è entrata in Consiglio, come suo diritto, e ha assistito attentamente e pazientemente alla discussione durante la presentazione, da parte dei partiti di opposizione, della mozione n. 57, prima firmataria Giulia Massolino, per il potenziamento dei servizi sanitari pubblici di prossimità, in particolare dei Consultori e servizi territoriali, problema che tocca tutta la regione Friuli Venezia Giulia.
Questa mozione che era già prevista in discussione il 1 febbraio scorso e rinviata ad oggi, era centrata principalmente sulla richiesta di:
“1) redigere un piano per il potenziamento dei servizi sociosanitari pubblici di prossimità, nella prospettiva del modello della città dei 15 minuti, al fine di garantire prevenzione e cura a tutta la cittadinanza;
2) istituire un tavolo di confronto tra vertici Asugi, sindacati, personale e rappresentanti delle organizzazioni della società civile;
3) dare mandato all’Azienda Regionale di Coordinamento per la Salute (ARCS) e alle Aziende sanitarie di individuare le soluzioni possibili per garantire i servizi pubblici attualmente soppressi o ridimensionati nei consultori e nei distretti del territorio regionale.”
Sorprende che la mozione sia stata bocciata coralmente dal centro destra votando contro anche proprie decisioni precedentemente prese, come da delibera n. 2042 di Giunta del 29.12.2022, in cui ribadiva il potenziamento dell’assistenza territoriale, compresi i Consultori Familiari, facendo proprio il criterio di uno ogni 20 mila abitanti e non 1 ogni 100mila come succede ora a Trieste dopo la chiusura delle sedi di S. Giacomo e S. Giovanni (v. pag. 39 dell’allegato alla stessa delibera).
La maggioranza in Consiglio ha promosso la linea del Direttore di ASUGI Antonio Poggiana per voce dei consiglieri regionali triestini in modo acritico e tradendo le richieste e i diritti di prevenzione e salute del proprio territorio.
La mozione con solide argomentazioni non è passata, ma riteniamo comunque un successo che, grazie alla battaglia avviata lo scorso maggio, il Consiglio si trova ancora una volta impegnato finalmente a confrontarsi e discutere su questi argomenti, oggi per più un’ora e mezza.
Abbiamo rotto il silenzio. Questa cosiddetta riorganizzazione stava avvenendo nel silenzio e al silenzio si vorrebbe tornare, togliendo spazio di espressione e di confronto alla cittadinanza.
Troviamo inaccettabili le argomentazioni del Presidente di III Commissione consiliare, che con le sue affermazioni ha negato la possibilità alle cittadine e cittadini di confrontarsi sulle scelte da intraprendere per l’organizzazione dei servizi pubblici, giustificando così l’annullamento dell’audizione del Comitato e altri rappresentanti della cittadinanza, richiesta ad ottobre 2023.
La mozione è stata purtroppo respinta. La maggioranza del Consiglio ha tenuto una posizione partitica ed ideologica, dimostrando disinteresse e mancanza di ascolto di tutte quelle voci di apprezzamento e necessità di questi servizi che devono essere diffusi in modo capillare, voci e necessità di chi questi servizi li usa e che si sono espresse in molti modi, attraverso le iniziative del Comitato, di Non Una di Meno, delle tante associazioni, movimenti e gruppi, la petizione che ha raccolto più di 6mila firme e di tante testimonianze che continuano ad essere molto presenti sulla stampa ormai da parecchi mesi. Nulla di tutto questo è di interesse per chi ha la maggioranza in Consiglio.
La Giunta verrà comunque impegnata nella discussione di una nuova mozione, prima firmataria la Consigliera Serena Pellegrino, sottoscritta da tutta l’opposizione, nella quale si richiede l’analisi delle attività della rete regionale dei Consultori Familiari e di produrre una mappatura aggiornata ai fini del potenziamento e riqualificazione del servizio.
Il Comitato, che anche oggi era di fronte al Consultorio di Roiano per continuare a informare e sensibilizzare la cittadinanza, ha in programma altre iniziative di lotta, nella settimana dal 26 febbraio al 3 marzo, che si inseriscono nella mobilitazione della Rete nazionale a difesa dei Consultori familiari."
A riferirlo COMITATO DI PARTECIPAZIONE PER I CONSULTORI FAMILIARI DI TRIESTE
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