Codarin: «Pedonalizzazione sì, ma graduale» – Pasino: «Serve una visione della città tra 50 anni» (VIDEO)

Nuovo appuntamento con i confronti serali di Trieste Cafe, condotti da Luca Marsi, che nella serata di martedì 10 marzo 2026 ha ospitato negli studi della testata Massimo Codarin, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, e Alberto Pasino, consigliere comunale di Punto Franco.
Il dibattito ha affrontato diversi temi di attualità, dal referendum sulla giustizia fino al futuro della mobilità e della pedonalizzazione a Trieste, con momenti di confronto diretto tra i due esponenti politici.
Referendum giustizia: perché votare sì o no
Luca Marsi ha aperto il confronto chiedendo quale sarà la posizione dei due consiglieri sul referendum.
Massimo Codarin ha dichiarato senza esitazioni il proprio orientamento:
«Il mio voto sarà sì. Ritengo che questo referendum possa portare a una svolta importante nel funzionamento della magistratura. Negli ultimi decenni purtroppo si è perso parte del rapporto di fiducia tra cittadini e magistratura e questa riforma può rappresentare un passo avanti».
Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, la riforma toccherebbe alcuni nodi centrali:
«La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, il sorteggio per il CSM e una nuova corte disciplinare possono aiutare a superare un sistema che negli anni si è irrigidito».
Alberto Pasino ha invece spiegato la sua posizione opposta:
«Io voterò no. Ritengo che questa riforma contenga diversi errori. Il sorteggio, ad esempio, non garantisce che chi viene scelto abbia anche la volontà e il talento per partecipare all’autogoverno della magistratura».
Pasino ha poi sottolineato un rischio politico più ampio:
«Il vero problema è che questa riforma rischia di dividere profondamente il Paese. Qualunque sia l’esito, ci saranno tensioni nel rapporto tra i poteri dello Stato».
Codarin ha riconosciuto il clima acceso del dibattito nazionale:
«Purtroppo i toni sono stati spesso troppo forti da entrambe le parti e questo può alimentare tensioni anche tra cittadini».
Trieste più pedonale: possibile o utopia?
Il confronto si è poi spostato sulla mobilità cittadina e sull’idea di una Trieste più pedonale.
Pasino ha parlato di una sfida urbanistica di lungo periodo:
«Dobbiamo immaginare una città che valorizzi il trasporto pubblico e parcheggi di cintura, riducendo l’ingresso delle auto nel centro».
Secondo il consigliere di Punto Franco si tratta di un processo inevitabile:
«È una sfida complessa ma necessaria, che richiede una visione urbanistica complessiva».
Anche Codarin si è detto favorevole alla pedonalizzazione:
«Il futuro delle città turistiche e vivibili va in quella direzione. Però bisogna procedere gradualmente, ampliando passo dopo passo le aree pedonali».
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha inoltre ricordato l’importanza del trasporto pubblico:
«Se si chiudono altre strade del centro bisogna migliorare ulteriormente il servizio di trasporto pubblico locale».
Il tema del ring urbano
Durante la trasmissione si è parlato anche dell’ipotesi di un ring viario attorno alla città.
Pasino ha invitato a ragionare con uno sguardo lungo:
«Dovremmo chiederci che città vogliamo tra trent’anni o cinquanta anni e progettare partendo da quella visione».
Codarin ha condiviso l’idea di una pianificazione a lungo termine:
«Pensiamo alla Trieste del futuro, magari tra trent’anni, per i nostri figli. Una città vivibile e centrale in un’area che comprende Slovenia, Croazia, Austria e Veneto».
DI SEGUITO IL VIDEO
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