Cisint: “Un altro incidente sul lavoro in Fincantieri, non possiamo più tacere”

Un nuovo incidente sul lavoro alla Fincantieri di Monfalcone riaccende i riflettori sul tema della sicurezza nei cantieri navali. Questa mattina un giovane operaio è rimasto vittima di un infortunio sul posto di lavoro, tanto grave da richiedere l’intervento immediato di più ambulanze e di un elicottero, avvistati mentre raggiungevano lo stabilimento. Le condizioni del lavoratore non sono state ancora rese note ufficialmente, ma la preoccupazione resta alta.
cisint: “anni di richieste inascoltate”
A commentare l’accaduto è stata Anna Cisint, europarlamentare della Lega ed ex sindaco di Monfalcone, che ha lanciato un duro atto di accusa alla dirigenza aziendale:
«Sono anni e anni che chiediamo all’azienda un modello produttivo diverso, più rispettoso della sua dimensione, della sua storia, della nostra storia. Fincantieri è quotata in borsa, ha partecipazioni pubbliche importanti, ma dimostra scarsa capacità di comprendere che così non può andare avanti. Bisogna tutelare i lavoratori, il territorio e persino il futuro stesso dell’azienda».
il richiamo alla responsabilità sociale
Secondo Cisint, la sicurezza non è solo un obbligo normativo, ma un principio che tocca l’identità stessa della comunità: «Il valore del lavoro non può essere piegato esclusivamente a logiche di profitto. È inaccettabile che, mentre i numeri finanziari crescono, resti irrisolta la questione della tutela quotidiana di chi in cantiere costruisce quel valore».
“facile attaccare i comuni, ma il nodo è a monte”
La parlamentare ha anche sottolineato come il peso delle conseguenze sociali ricada spesso sulle amministrazioni locali:
«È facile aggredire i Comuni, che si dibattono in mezzo a mille difficoltà causate da un tessuto sociale complicato e snaturato proprio da scelte produttive di lungo corso. Ma il nodo vero sta nel modello industriale, che va cambiato alla radice».
critiche ai media
Cisint non ha risparmiato un affondo anche alla stampa nazionale:
«Come mai i media e i “giornaloni” non se ne occupano, se non relegando questi episodi nella breve cronaca? La sicurezza del lavoro dovrebbe essere un tema centrale, non un trafiletto da dimenticare in poche ore».
il dibattito continua
L’incidente odierno riapre così il dibattito sul futuro di Fincantieri e, più in generale, sulla necessità di un modello produttivo che concili sviluppo economico e tutela della persona. Una questione che, come sottolinea Cisint, riguarda non solo Monfalcone ma l’intero Friuli Venezia Giulia e il sistema industriale nazionale.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

