“Cinque anni bastano, per chiamarla casa”: il PD di Trieste promuove un incontro pubblico per una cittadinanza più giusta

n appuntamento per parlare di cittadinanza, diritti e integrazione, con uno sguardo rivolto al futuro dell’Italia e alle persone che ogni giorno contribuiscono a costruirlo. Mercoledì 21 maggio alle ore 18.00, presso il Teatro dei Fabbri di Trieste, il Partito Democratico cittadino organizza l’incontro pubblico dal titolo “Cinque anni bastano, per chiamarla casa”, in vista del referendum di giugno che propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo minimo di residenza per poter richiedere la cittadinanza italiana.
Un’iniziativa di civiltà
«L’iniziativa nasce dalla convinzione che la cittadinanza non sia un privilegio, ma un diritto da riconoscere a chi contribuisce ogni giorno alla vita del Paese», spiega Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste.
Nel capoluogo giuliano – come in tante altre città italiane – vivono migliaia di persone che studiano, lavorano, crescono figli e partecipano alla vita collettiva, ma restano escluse da importanti diritti civili e politici. Un’esclusione che pesa, che isola, che rallenta i processi di integrazione, pur di fronte a una presenza stabile e radicata sul territorio.
Radicamento, partecipazione, appartenenza
Il PD triestino sostiene con forza che cinque anni di residenza siano sufficienti per riconoscere la volontà di costruire un futuro comune. Una permanenza lunga e documentata rappresenta già un gesto concreto di appartenenza alla comunità.
«Chiedere di più – prosegue la segretaria – significa negare l’identità di chi questa città la vive davvero, ogni giorno. Quello che si propone non è solo un cambiamento legislativo, ma una scelta di civiltà».
Verso il referendum di giugno
L’incontro di mercoledì 21 maggio rappresenta un momento di confronto, informazione e sensibilizzazione, aperto alla cittadinanza e rivolto in particolare a chi crede in una società più inclusiva e giusta. Sarà l’occasione per discutere il contenuto del referendum e approfondire le motivazioni che lo sostengono.
L’appello del Partito Democratico di Trieste è chiaro: riconoscere la cittadinanza a chi la merita è una questione di rispetto, di giustizia e di futuro.
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