Centro islamico, Cisint attacca: “Falliti i ricorsi, ora tentano la strada della mobilitazione radicale”
Parole dure e senza ambiguità quelle espresse da Anna Cisint, europarlamentare della Lega ed ex sindaco di Monfalcone, sulla vicenda del centro islamico Darus Saalam. In un momento in cui si torna a parlare della struttura per via dell'appello del suo rappresentante Konate e di nuove iniziative di protesta, l’esponente leghista mette in chiaro la sua posizione.
Cisint difende lo Stato di diritto e sottolinea che in Italia, ogni giorno, vengono applicate norme urbanistiche, ambientali, di ordine pubblico con sanzioni, sequestri o demolizioni senza che questo sfoci in mobilitazioni ostili contro lo Stato. A suo dire, ciò che avviene a Monfalcone è diverso: non si tratta di un semplice contenzioso amministrativo, ma di una vera e propria sfida ai principi democratici.
L’europarlamentare critica apertamente l'appello di Konate, ritenendolo espressione non di un dissenso civile ma di una strategia riconducibile a forme di radicalismo islamico che puntano a imporre la propria visione religiosa e culturale rifiutando le regole italiane.
Cisint evidenzia come tutte le vie legali siano già state tentate senza successo: il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi, e la lista islamica è stata bocciata dall’elettorato. Per l’ex sindaco, ora si tenta la strada dell’intimidazione verso le istituzioni, richiamando anche da fuori regione manifestanti musulmani per mantenere in piedi un centro che – sostiene – si trova in condizione di abuso e illegalità.
“Nemmeno il sostegno dei soliti compagni di strada della sinistra cittadina potrà giustificare cedimenti”, sottolinea Cisint. Fa poi riferimento alle manifestazioni del dicembre 2023, quando migliaia di persone sfilavano per le vie di Monfalcone a difesa del centro islamico, ma – ribadisce – questo non ha cambiato la volontà dell’amministrazione di far rispettare la legge.
Per Cisint, Monfalcone deve continuare a essere un modello per l’Italia, rifiutando ogni prevaricazione ideologica e ogni tentativo di imporre regole che contrastano con i valori costituzionali italiani. Nessuna sharia potrà prevalere sulla legge dello Stato – questo il messaggio lanciato dalla parlamentare, che invita a tenere alta la guardia.
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