Capozzi (M5S): "L'autonomia differenziata rischia di trasformare il Friuli Venezia Giulia in una regione ordinaria"

"Siamo piuttosto critici nei confronti
della legge sull'autonomia differenziata perché, nonostante
qualcuno affermi il contrario, la nostra Regione speciale
finirebbe così per diventare ordinaria. Ne usciranno sconfitti
tutti, anche chi questa riforma l'ha voluta. E, tutto questo,
soprattutto a causa di giochi di equilibrio nell'ambito del
Governo Meloni".
Questi, attraverso le parole della consigliera regionale Rosaria
Capozzi (Movimento 5 Stelle), saranno solo alcuni dei contenuti
che emergeranno nel corso dell'incontri pubblico sul tema
"Autonomia differenziata - Quale futuro per l'Italia?" che dopo
Trieste è stato organizzato anche a Udine per domani, sabato
primo marzo.
"L'evento di Udine - fa sapere la Capozzi in una nota - inizierà
alle 10.30, nella sala Pasolini della sede della Regione, in via
Sabbadini 31. Sarà introdotto da Elena Danielis (coordinatrice
regionale del Movimento 5 Stelle per il Fvg), alla quale faranno
seguito gli interventi della stessa Capozzi, di Alfonso Colucci
(in collegamento, capogruppo del M5S nella Commissione Affari
costituzionali della Camera dei deputati), di Piero Gurrieri
(avvocato e autore del libro 'Autonomia differenziata: come la
Destra ha spaccato l'Italia') e di Daniele Dovenna (Comitato
contro ogni autonomia differenziata)".
"Oltre a sancire la fine del concetto di solidarietà tra Regioni,
una delle gravi conseguenze provocate dalla legge sull'autonomia
differenziata - specifica la pentastellata - sarà anche legato
alla territorializzazione dei diritti con un gap per chi risiede
in territori con minor capienza fiscale. Il Friuli Venezia Giulia
non sarà di certo immune dagli effetti travolgenti che la norma
presuppone: ci preoccupa, e non poco, immaginare un futuro in cui
tutte le rimanenti quindici Rso si trasformeranno in Rss,
ciascuna delle quali con funzioni e risorse differenziate. Da
qualunque prospettiva si consideri il tema, dunque, l'autonomia
differenziata creerà disagi inevitabili".
"La nostra autonomia - conclude la Capozzi con un concetto
ribadito anche oggi, in occasione dell'incontro a Trieste - è
radicata, prima ancora che nella Carta costituzionale della
Repubblica italiana, nella sua storia, nelle sue diversità
linguistiche e culturali, nonché nella sua collocazione
geografica che la pone al centro dell'Europa".
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