mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Cabinovia, opposizioni: “Maggioranza al capolinea. Trieste paga, città bloccata e opere tagliate”

Luca Marsi·
Cabinovia, opposizioni: “Maggioranza al capolinea. Trieste paga, città bloccata e opere tagliate”

Questa mattina, venerdì 21 novembre alle 9.30, nella Sala Giunta del Comune di Trieste, i gruppi consiliari di Partito Democratico, Lista Russo Punto Franco, Adesso Trieste e Movimento 5 Stelle hanno tenuto una conferenza stampa particolarmente tesa, intitolata “La cabinovia e il capolinea del centrodestra”.

Fin dalle prime battute, il tono è apparso netto: l’opposizione chiede che la città rifletta su una situazione che definisce “arrivata al punto di non ritorno”. È stato ricordato come, nei giorni scorsi, il sindaco abbia avocato a sé l’intera gestione della partita cabinovia. Una scelta che, secondo i gruppi presenti, non nasce da un atto di forza, ma dall’imbarazzo degli stessi assessori, che avrebbero preferito sottrarsi alle responsabilità di un progetto sempre più difficile da sostenere.

Il cuore del confronto si è concentrato sulla nuova variazione di bilancio, un atto che gli esponenti dell’opposizione hanno definito “politico e non tecnico”, sottolineando che certifica ciò che da mesi veniva denunciato: la cabinovia finirà per essere pagata dai cittadini di Trieste. La conseguenza, spiegano, è il sacrificio di opere considerate molto più urgenti e richieste dalla popolazione. Strade, marciapiedi, giardini, manutenzioni e interventi sulla sicurezza urbana rappresentano, per i consiglieri, il vero nervo scoperto di questa manovra.

Secondo l’opposizione, Trieste ha già pagato un prezzo altissimo perdendo i fondi del PNRR per scelta politica della stessa giunta. Ora, affermano i consiglieri, il rischio è ancora più grave: per difendere un’opera sospesa dal TAR e definita “ingiustificabile sia giuridicamente che politicamente”, si comincia a intaccare il patrimonio economico e la stabilità finanziaria del Comune. Una direzione, sostiene, che potrebbe minare la tenuta del bilancio stesso.

Il progetto cabinovia viene definito come un’imposizione irrazionale, mentre la città soffre per carenze strutturali che richiederebbero interventi immediati. Con queste premesse, l’immagine utilizzata dai consiglieri ha colpito l’intera platea: “Questa giunta, quella che resta, sta avviando a tutta forza il Titanic contro l’iceberg, e sulla nave non c’è solo un capitano, ma il futuro di Trieste”.

Nel corso degli interventi è stata ribadita anche un’altra accusa: gli amministratori avrebbero ripetutamente garantito che la cabinovia non sarebbe costata un euro ai triestini, mentre ora, secondo l’opposizione, emergono tagli proprio alle opere più attese dalla città per far fronte ai costi dell’impianto. Un racconto, dicono, che smonta completamente la narrazione politica degli ultimi anni.

L’altro grande tema è quello della tenuta della maggioranza. Il fatto che la delibera sia stata sostenuta solo da sei assessori su dieci è stato definito “un caso politico senza precedenti”, un segnale che per l’opposizione testimonia la fine della coesione interna alla giunta. A ciò si aggiunge la situazione dei lavori sospesi dopo la sentenza del TAR, l’incertezza sulle procedure da rifare e l’assenza di risposte chiare dal Comune su come si intenda procedere.

Il dibattito è poi scivolato sulle prospettive future, con l’opposizione che ha ricordato come la città sia già oggi “paralizzata nei cantieri” e destinata ad affrontare mesi ancora più difficili. Si è parlato anche della possibilità che parte del tracciato venga realizzata solo in pianura, ipotesi definita “tecnicamente illogica e politicamente grottesca”.

La conclusione è stata unanime: secondo i gruppi, la maggioranza è politicamente finita, l’amministrazione ha perso credibilità e la città è chiamata a scegliere un nuovo percorso. Per questo, hanno ribadito, “serve restituire la parola ai triestini attraverso il voto”.

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