“Basta massacri a Gaza”: a Trieste un fiume umano in corteo per la pace tra israeliani e palestinesi (FOTO-VIDEO)

Trieste scende in piazza per chiedere la fine delle violenze nella Striscia di Gaza e una soluzione giusta per entrambi i popoli. Martedì 27 maggio, alle 18.00, un migliaio di persone, fonte della Questura, si sono radunate in Piazza Oberdan per partecipare al corteo “Basta massacri a Gaza – Pace per israeliani e palestinesi”, promosso da cittadini e associazioni in forma apartitica.
L’iniziativa, come riportato anche in diretta da Trieste Cafe con l’inviato Enrico Sossi, ha attraversato il centro cittadino tra striscioni, bandiere arcobaleno e cartelli con le richieste espresse nel manifesto ufficiale: cessate il fuoco immediato, fine dei massacri, invio urgente di aiuti umanitari e liberazione di tutti gli ostaggi.
La voce di chi manifesta: “Serve umanità, non ideologie”
Nel corso della diretta, Sossi ha raccolto testimonianze e impressioni dei partecipanti, sottolineando come la manifestazione non avesse simboli di partito, ma solo bandiere della pace e della Palestina. «La partecipazione è positiva nonostante il poco preavviso – ha affermato – e ciò che si respira è un forte desiderio di giustizia, al di là delle appartenenze politiche».
Durante il collegamento è intervenuta anche Elena Danielis, coordinatrice regionale del Movimento 5 Stelle, che ha definito la situazione «un genocidio in corso», esortando alla mobilitazione della società civile per interrompere la spirale di violenza. Il corteo ha invocato con forza il riconoscimento del diritto di entrambi i popoli a vivere in sicurezza, libertà e rispetto reciproco.
Un corteo pacifico tra piazza Oberdan e via Roma
Come documentato dalla diretta, il corteo si è mosso ordinatamente verso via Roma e piazza Vittorio Veneto, con una partecipazione che ha superato le aspettative. «Non sarà una manifestazione oceanica – ha detto Sossi – ma l’importante è fare massa critica e parlare di questo tema, affinché non venga ignorato».
Nessun incidente, toni pacati, solo fermezza e dolore per una situazione definita da molti come “insostenibile”. Numerosi i riferimenti alle responsabilità politiche internazionali e alla necessità di interventi immediati per far entrare gli aiuti umanitari e tutelare i civili, soprattutto donne e bambini.
Un grido dalla città: “I diritti non hanno confini”
Il corteo ha ribadito la necessità di una soluzione a due stati, come espressione di convivenza possibile. «La guerra non può essere di destra o di sinistra – ha affermato l’inviato – è una questione di diritti umani». Molti i riferimenti anche alla situazione interna israeliana e al ruolo del governo Netanyahu, duramente criticato per le politiche adottate nei confronti di Gaza.
L’appello finale è stato chiaro: “I governi e le organizzazioni internazionali devono intervenire perché vengano garantiti diritti umani e civiltà”. Il corteo di Trieste si unisce così alle tante mobilitazioni in Europa e nel mondo, che chiedono pace e giustizia per israeliani e palestinesi.
DI SEGUITO FOTO DI ENRICO SOSSI E VIDEO
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