Attentato a Villach, SIULP Trieste: "Investire in sicurezza per non perdere il vantaggio operativo"

Dopo il recente attentato a Villach, la vicina città austriaca a pochi chilometri da Trieste, si accendono i riflettori sul tema della sicurezza anche sul territorio italiano. A lanciare l’allarme è Francesco Marino, Segretario Generale Provinciale del SIULP di Trieste, il sindacato maggioritario del comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.
"Dal 2015, gran parte dell’Europa ha vissuto attacchi terroristici legati alla radicalizzazione. L’Italia, pur essendo un attore importante sullo scacchiere europeo, si è finora distinta come un’eccezione in questo panorama, grazie all’esperienza storica nella lotta al terrorismo e a un sistema di sicurezza integrato e capillare", ha dichiarato Marino.
Italia "fortezza" grazie all’esperienza, ma attenzione al futuro
Secondo il SIULP, il successo italiano nel contrasto al terrorismo deriva da:
- Tecniche investigative avanzate maturate negli anni di lotta contro il terrorismo interno e mafioso.
- Una rete di intelligence efficace e coordinata tra le diverse forze dell’ordine.
- Un controllo costante del territorio, con monitoraggio continuo di persone e mezzi.
- L’applicazione di norme sugli alloggiati che permette di tracciare i movimenti della popolazione.
"Questi elementi hanno disincentivato la pianificazione di attacchi terroristici in Italia", ha sottolineato Marino, ribadendo il ruolo centrale di prefetti e questori nel mantenimento dell’ordine pubblico.
Villach e Trieste: territori legati e vulnerabilità condivise
L’attentato a Villach, città culturalmente e geograficamente vicina a Trieste, "fa percepire una crescente vulnerabilità anche sul nostro territorio". Marino avverte che la minaccia terroristica non è più limitata alle grandi metropoli: oggi anche le piccole città e le periferie possono diventare obiettivi.
Le criticità: blocco delle assunzioni e sfide moderne
Il SIULP evidenzia criticità che potrebbero mettere a rischio la solidità del sistema di sicurezza italiano:
- Blocco delle assunzioni nella Polizia di Stato: la mancanza di ricambio generazionale impedisce la trasmissione delle competenze alle nuove leve.
- Modifiche nel settore turistico: l’aumento degli alloggi privati e la gestione tramite piattaforme online rendono più difficile l’identificazione degli ospiti.
- Eccessiva delega alle amministrazioni locali: dare sempre più poteri ai sindaci potrebbe destrutturare la catena di comando delle forze dell’ordine.
- Rischio nella remotizzazione della sicurezza: sostituire il controllo sul territorio con sole telecamere e tecnologie non può garantire lo stesso livello di prevenzione.
Marino: "La sicurezza non può essere materia di risparmio"
"La sicurezza è essenziale per la stabilità sociale ed economica. Non può essere privatizzata o soggetta a tagli di bilancio: è l’ultima voce di spesa su cui risparmiare", conclude Marino, chiedendo con forza investimenti mirati per non perdere quel vantaggio operativo che ha finora protetto il nostro Paese da tragedie che hanno colpito altri Stati europei.
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