Anna Cisint: "Fincantieri, nuova nave. Aprire dialogo su cambiamenti produttivi necessari"

“La consegna della “Mein Schiff Relax”, come di ogni altra nave, rappresenta sempre per la città di Monfalcone un fattore di orgoglio, il raggiungimento di un nuovo traguardo produttivo che coinvolge progettisti, tecnici e maestranze. Questo appuntamento arriva dopo l’annuncio di una nuova commessa per altre tre unità di ancor maggior dimensione il cui costo si dovrebbe aggirare attorno ai 9 miliardi di euro e che comporterà nuovi investimenti negli impianti e la necessità di ulteriore occupazione. Questo fatto propone una questione di fondo, quella del rapporto fra la società Fincantieri e il territorio sede dello stabilimento perché l’esperienza del passato evidenzia come essendo mancata all’avvio della produzione crocieristica ogni pianificazione e ogni collegamento fra fabbisogni aziendali e ricadute sociali ne sono derivate conseguenze traumatiche per la città da ogni punto di vista urbano, abitativo, identitario, scolastico, sanitario. La dimensione della trasformazione che si è determinata in conseguenza di un’immigrazione incontrollata ha creato condizioni devastanti.
Serve una nuova metodologia, un nuovo approccio, da parte della grande azienda che veda l’Amministrazione comunale partecipe nelle scelte che si stanno facendo sul futuro prossimo ipotizzato con le nuove commesse. In questi termini, questa prospettiva rafforza l’esigenza che già è urgente di un riassetto e di una significativa correzione del modello produttivo per superare il pernicioso sistema appalto-subappalto per un salto di qualità nella salvaguardia delle professionalità, nella stabilizzazione, nella gestione dei rapporti con le imprese che operano all’interno di questo stabilimento.
Su questo piano Monfalcone può diventare un modello e siamo pronti a presentare una proposta puntuale, molto concreta e attuabile. Il nostro cantiere è necessariamente un punto di riferimento per il Gruppo e per tali ragioni ritengo che Europa, Governo, Regione, Comune, impresa e parti sociali devono collaborare e questa proposta potrà esser un’occasione imperdibile per il valore del lavoro, della città ma anche dell’azienda stessa, che spesso deve combattere anche contro situazioni malavitose e sacche di illegalità generate dal sistema dei subappalti a cascata.
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