Anna Cisint: “Mercosur concorrenza sleale, agricoltori in protesta per difendere futuro e lavoro” (VIDEO)

Il tema infiamma Bruxelles e Strasburgo e si riversa nelle piazze di tutta Europa: agricoltura, tutela del lavoro e futuro delle filiere produttive. Da Strasburgo, l’europarlamentare Anna Cisint è intervenuta con dichiarazioni nette, puntando il dito contro l’accordo Mercosur, definendolo apertamente “concorrenza sleale”.
Parole pronunciate mentre in diversi Paesi europei proseguono proteste e mobilitazioni del comparto agricolo, con operatori e associazioni che chiedono garanzie sulla sopravvivenza delle aziende, sui prezzi e sulla sostenibilità economica delle produzioni locali.
“Mercosur concorrenza sleale”: la posizione di Cisint
Secondo Cisint, l’accordo Mercosur rappresenterebbe un elemento di forte squilibrio competitivo. L’europarlamentare ha sottolineato che oggi gli agricoltori “di tutta Europa protestano” e stanno dicendo “a voce alta” che chiedono una cosa sola: avere un futuro e poter continuare a lavorare.
Il punto evidenziato nel suo intervento è chiaro: l’Europa, in questa fase, deve capire se vuole difendere le filiere produttive interne o se rischia di metterle in difficoltà, aprendo a forme di competizione che vengono percepite come non paritarie.
“Siamo stati dagli agricoltori e allevatori del Nord Est”
Nel suo messaggio, Cisint ha anche richiamato l’attenzione sul territorio, spiegando di essere stata a contatto diretto con agricoltori e allevatori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’area Emilia Romagna, con l’obiettivo dichiarato di supportare il comparto.
Un riferimento che lega Strasburgo alle campagne di casa: perché, al di là degli accordi internazionali, per chi lavora la terra ogni decisione europea ha un impatto immediato su costi, ricavi, competitività e possibilità stessa di mantenere aperta un’azienda.
Una battaglia che riguarda tutti: lavoro, famiglie, futuro
L’europarlamentare ha insistito su un concetto: quella degli agricoltori non sarebbe una battaglia “di categoria”, ma una battaglia collettiva, perché riguarda lavoro, famiglie e futuro. Cisint ha definito la mobilitazione come “la battaglia di tutti”, presentandola come un fronte comune che non coinvolge solo chi produce, ma l’intero sistema economico e sociale legato a filiere agricole e alimentari.
Il messaggio finale è di stampo politico ma anche identitario: difendere agricoltori e allevatori significa difendere un pezzo di Europa reale, produttiva, concreta.
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