Allarme sicurezza a Trieste, "Reati triplicati in cinque anni”: l’affondo del comitato Vannacci
Trieste torna al centro del dibattito sulla sicurezza urbana. Il Comitato Costituente di Futuro Nazionale Trieste – 23, attraverso il referente Angelo Lippi, lancia un messaggio chiaro e diretto: la situazione della microcriminalità in città desta forte preoccupazione, nonostante le rassicurazioni provenienti dalle istituzioni locali.
Secondo il Comitato, la narrazione di una città “tranquilla e ordinata” non rispecchierebbe pienamente la realtà percepita da molti cittadini, che ogni giorno si troverebbero a convivere con episodi di degrado e insicurezza.
Numeri in crescita, “reati predatori da 75 a 234”: i dati citati
Nel comunicato vengono riportati dati definiti significativi: i reati predatori sarebbero passati da 75 a 234 in cinque anni, mentre quelli commessi in strada da 30 a 139.
Un incremento che, secondo Angelo Lippi, rappresenterebbe un segnale concreto di un cambiamento in atto nel tessuto urbano.
A questi numeri si aggiunge un ulteriore elemento: nel 2024 Trieste si collocherebbe al dodicesimo posto tra le città meno sicure d’Italia, mentre le denunce complessive avrebbero raggiunto quota 10.440, con circa 800 casi in più rispetto al 2023.
Il nodo della percezione: “una realtà evidente ai cittadini”
Il Comitato sottolinea come questa situazione sia ormai percepita direttamente dai triestini.
Secondo quanto dichiarato da Angelo Lippi, “questa realtà è evidente soprattutto ai cittadini triestini”, che vivrebbero quotidianamente un clima diverso rispetto al passato, segnato da episodi di microcriminalità e da una sensazione diffusa di insicurezza.
Particolare attenzione viene posta anche al fenomeno della delinquenza minorile, indicato come in crescita e capace di colpire soprattutto le fasce più fragili della popolazione.
“inaccettabile minimizzare”: la richiesta di interventi concreti
Il passaggio più netto del comunicato riguarda il rapporto tra percezione e gestione politica del tema sicurezza.
Angelo Lippi afferma che sarebbe “inaccettabile minimizzare il problema per tutelare l’immagine della città”, chiedendo invece un cambio di passo deciso.
La richiesta rivolta all’amministrazione pubblica è quella di adottare interventi concreti e coordinati, con un’attenzione particolare al contrasto della criminalità diffusa e dei fenomeni legati alle baby gang.
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