“Alegría” al Grand Chapiteau: il sogno del Cirque du Soleil sull’ex Silos dimenticato
Dietro il tendone scintillante di “Alegría – In A New Light” si nasconde un’amara realtà triestina, sollevata dal Partito Liberaldemocratico Trieste: l’area dell’ex Silos, un tempo rifugio disperato per centinaia di migranti, torna protagonista senza alcuna memoria delle sofferenze vissute.
da campo profughi a passerella internazionale
Tra il 13 giugno e il 13 luglio 2025, il Grand Chapiteau ospiterà migliaia di spettatori provenienti da tutta Europa, con biglietti a partire da 50 euro e punte oltre i 100. Tutto intorno, però, permane il segno di un’emergenza umanitaria mai del tutto risolta: baracche improvvisate, sporcizia e l’indifferenza delle istituzioni hanno caratterizzato per mesi uno spazio dimenticato.
riqualificazione effimera o impegno collettivo?
Secondo il Partito Liberaldemocratico Trieste, quella del Cirque du Soleil è una riqualificazione di facciata, realizzata senza un vero piano di recupero del sito. Tribune temporanee e palchi lucenti hanno sostituito le baracche, ma non hanno cancellato il bisogno di una bonifica definitiva e di un riconoscimento dei diritti di chi vi ha vissuto in condizioni disumane.
il paradosso della “magia” sulle macerie sociali
Il contrasto tra l’evento di caratura internazionale e le ombre di abbandono sociale solleva una domanda: è possibile costruire un grande spettacolo senza rendere giustizia alla storia del luogo? Trieste rischia di vivere un sogno effimero, passando da spettatrice di un palcoscenico luccicante a testimone di un’amnesia collettiva.
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