2025 senza filtri, il SIULP denuncia: “sicurezza retta solo dalla resilienza dei poliziotti”
Non passerelle, non autocelebrazioni. Il bilancio di fine anno della Polizia di Stato, secondo il SIULP di Trieste, è fatto di criticità profonde, strutturali e irrisolte. A dirlo è Francesco Marino, segretario generale provinciale del sindacato, che in un comunicato stampa mette in discussione la narrazione rassicurante che accompagna spesso la fine dell’anno.
Un presidio centrale, ma sempre più sotto pressione
La Polizia di Stato continua a rappresentare un presidio fondamentale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ma opera in condizioni sempre più difficili. Marino sottolinea come la vicinanza di politica e dirigenza appaia spesso formale, mentre nella quotidianità i poliziotti si confrontano con scarse gratificazioni e carichi di lavoro crescenti.
In questi giorni, osserva il SIULP, la cittadinanza ha potuto leggere resoconti positivi sull’attività di alcune forze di polizia. Una scelta comunicativa che però non può nascondere la realtà operativa vissuta ogni giorno dalla Polizia di Stato a Trieste, in città, in frontiera e negli uffici.
Organici insufficienti e strutture inadeguate
Secondo il sindacato, la realtà è lontana da qualsiasi logica autocelebrativa. Gli organici sono numericamente insufficienti, le strutture spesso fatiscenti e le richieste operative superano di frequente quanto previsto dai contratti.
La centralità della Polizia di Stato nel sistema integrato della sicurezza triestina, afferma Marino, è oggi garantita quasi esclusivamente dal senso di responsabilità e dalla resilienza dei suoi appartenenti, all’interno di un meccanismo che mostra falle evidenti.
Sicurezza dirottata e città dimenticata
Il comunicato punta il dito contro un sistema giudicato fallimentare, che finisce per dirottare l’attività di polizia verso ambiti non prioritari, come la gestione dell’immigrazione, allontanando le forze dell’ordine dal contatto diretto con i cittadini e dalle esigenze primarie di sicurezza.
Trieste, ricorda il SIULP, non è un parco giochi per turisti, ma una città di quasi 200 mila persone che la vivono ogni giorno. La riuscita di grandi eventi o iniziative stagionali non può diventare l’unico metro di valutazione del successo in materia di sicurezza.
Prossimità e sicurezza non si reggono sugli applausi
Il contrasto alla criminalità e al degrado urbano è una sfida quotidiana che richiede investimenti costanti e strutturali. Il concetto di prossimità, che ha portato la Polizia di Stato a essere tra le istituzioni più apprezzate dai cittadini, non può basarsi solo sullo spirito di servizio degli operatori.
Servono risorse adeguate, riconoscimenti concreti, investimenti mirati e condizioni di lavoro dignitose. Secondo il SIULP, pacche sulle spalle e manifestazioni di apprezzamento senza ricadute reali non sono più sufficienti, soprattutto se accompagnate da una visibilità pubblica inferiore rispetto ad altre forze di polizia.
Un 2025 che “vale il doppio”
Il bilancio del 2025, conclude Marino, vale il doppio proprio perché l’attività della Polizia di Stato è stata svolta senza strumenti adeguati, senza progettualità, senza risorse e in una condizione di emergenza permanente.
Un equilibrio fragile e precario, che pochi hanno il coraggio di raccontare apertamente, ma che secondo il SIULP è giusto portare all’attenzione della collettività.
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