Musei scolastici, la Regione scende in campo con un nuovo progetto sperimentale
La Regione scende in campo con una nuova iniziativa "strutturata e non estemporanea" seppur sperimentale. Ed è quella di allestire, all'interno delle scuole secondarie di secondo grado del territorio regionale (al momento le uniche coinvolte nel progetto), spazi espostivi che valorizzino la storia dell'istituto e del territorio. Il progetto si chiama "Musei scolastici" e potrà contare su una dote finanziaria di 100mila euro all'anno "che potranno aumentare ed essere integrati nei bandi futuri" ha sottolineato l'assessore regionale al Lavoro e Istruzione Alessia Rosolen affiancata da Patrizia Pavatti e da Cristina Chiaruttini dell'Ufficio scolastico regionale. "Partiamo in forma sperimentale - ha spiegato l'assessore - per comprendere le effettive esigenze del nostro sistema scolastico". L'iniziativa "vuole valorizzare le competenze degli studenti e del capitale umano all'interno delle scuole". Del resto, ha aggiunto l'assessore "il Friuli Venezia Giulia è pieno di scuole che rappresentano l'identità del territorio". L'amministrazione regionale, dunque, è autorizzata a concedere contributi alle scuole secondarie di secondo grado per l'allestimento di spazi espositivi tendendi alla valorizzazione del patrimonio storico, scientifico, materiale e immateriale esistente al loro interno. L'importo massimo concedibile a ciascuna istituzione scolastica è pari a 25mila euro.
Lo spazio espositivo ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico-educativo delle scuole, non disperdere il patrimonio culturale che è presente in molte scuole storiche e permettere di valorizzare l'identità e la memoria del territorio. Cosa contiene un museo scolastico? Oggetti d'epoca, strumenti scientifici, tecnologici, artigianli o industriali che possono rappresentare l'evoluzione storica e culturale di un territorio. Sul fronte delle finalità, gli obiettivi sono molteplici. Intanto coinvolgere direttamente gli studenti "chiamati ad attivare il museo analizzando i reperti, studiandoli e creando didascalie in più lingue" ha spiegato Pavatti. E poi creare un luogo di memoria, cultura e identità per la comunità educativa, offrendo riflessioni sull'evoluzione dell'istruzione ed infine favorire l'utilizzo di una risorsa didattica che stimoli il pensiero critico e il lavoro di gruppo.
I beneficiari del contributo sono le scuole secondarie di secondo grado con almeno 70 anni di attività continuativa, con spazi idonei già disponibili da destinare a spazi espositivi da aprire anche alla cittadinanza e la presenza di un patrimonio materiale di rilevanza storica, culturale, artigianale, industriale o tecnologica. Le linee di indirizzo del progetto dovranno ora essere approvate dalla Giunta regionale. Il bando verrà pubblicato entro marzo e la scadenza delle domande è fissata al 30 aprile.