Incentivi, case e ambulatori gratuiti: le proposte del Pd per attrarre nuovi medici in Fvg

Incentivi, case e ambulatori gratuiti: le proposte del Pd per attrarre nuovi medici in Fvg

"La vicenda dei medici di medicina generale ha raggiunto livelli di emergenza elevati sui quali è necessario intraprendere ogni strada possibile. Impiegare i medici di famiglia in pensione non può essere la soluzione definitiva, ma può al massimo tamponare una situazione esplosiva. Eravamo d'accordo il 15 gennaio e continuiamo a esserlo, anzi siamo convinti che si doveva procedere subito e non perdere tempo come ha fatto irresponsabilmente questo litigioso Centrodestra". Lo affermano in una nota i consiglieri regionali Francesco Martines, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Manuela Celotti, Roberto Cosolini e Massimiliano Pozzo (Pd) intervenuti oggi nella III Commissione riunita per esprimere il parere sul disegno di legge 72 Misure urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute, che prevede appunto di introdurre, da parte delle Aziende sanitarie, la possibilità di conferire, per il 2026, incarichi di lavoro autonomo a medici in quiescenza. 
Secondo il consigliere Martines "nonostante l'estrema urgenza della questione, è mancata una programmazione a livello nazionale, ma i problemi li dobbiamo risolvere a livello regionale e la politica ha il dovere di dare risposte quando si creano situazioni di sofferenza che tanti utenti stanno vivendo. Questa norma che si sarebbe potuta approvare il 15 febbraio, risparmiando tempo prezioso, non ha visto la luce perché Fratelli d'Italia si è sfilata all'ultimo momento da una decisione già presa". 
"Misure per risolvere questo problema sono state messe in campo dalla Regione come quella per alleggerire i costi di segreteria dei medici di medicina generale, o quella per agevolare le donne/madri che scelgono questa professione, sulla formazione dei nuovi medici di base. Disposizioni, queste, che daranno risposte e risultati in tempi lunghi, ma ora è certamente necessario e urgente far fronte a un'emergenza. La soluzione trovata - conclude l'esponente delle Opposizioni - non è risolutiva ma intanto da una risposta parziale, che in ogni caso è una risposta". La consigliera Fasiolo sottolinea "l'atteggiamento critico-costruttivo che abbiamo sempre avuto e le molte proposte fatte finora. Quello che è mancato, invece, è stato l'ascolto da parte dell'assessore Riccardi che ha scelto di non considerare nessuno dei nostri contributi. Alcune cose potevano essere fatte già tra anni fa per sopperire a tutte le carenze che si registrano sui territori. Invece sono stati detti tanti no alle nostre proposte di progettualità. Sul dm 77 abbiamo dato tutto il nostro apporto ponendo al centro il concetto chiave dell'attrattività".
La dem ricorda che "con assoluta leggerezza è stata bocciata la mia mozione che chiedeva il superamento del modello Asap, per arginare il fenomeno del prestazionismo e favorire di contro la presa in carico dei pazienti cronici. Noi oggi votiamo a favore di questo provvedimento che doveva essere approvato prima, convinti che una buona politica avrebbe dovuto fare attenzione a mettere in pratica le proposte fatte".Conficoni evidenzia "problematiche di carenza di medici di base non solo nei Comuni di vallata, ma anche nei quartieri delle città, che hanno ripercussioni negative sul livello di servizio offerto ai cittadini. L'assessore Riccardi, cinque anni fa affermava che l'accesso al Ceformed avrebbe garantito l'ingresso di nuovi medici nel sistema, purtroppo oggi registriamo che così non è stato, anzi la situazione si è addirittura aggravata: l'Agenas ha certificato che di i medici di medicina generale sono passati dagli 809 del 2019 ai 712 del 2023. Purtroppo solo a fine anno la Giunta si è decisa a incrementare il valore economico delle borse di studio. E oggi, riconoscendo implicitamente che le nostre osservazioni erano fondate, la Giunta porta in Aula un provvedimento per tentare di risolvere il problema, ma non prima di averlo rinviato in maniera irresponsabile, aggiungendo un'altra scivolata a quella commessa a Roma dal Governo che si è dimenticato di inserire la norma nel decreto milleproroghe". 
Il consigliere regionale del Pd evidenzia anche la "necessità di affrontare il tema in maniera strutturale su tre versanti: trattenimento dei medici di base in servizio; incentivo alla formazione; attrattività, cercando di mettere in campo misure efficaci per attrarre medici da fuori e su questo non ci siamo limitati alla denuncia, ma abbiamo fatto proposte concrete come quelle di garantire appartamenti a uso foresteria e ambulatori gratuiti per un periodo di tempo". Infine, sottolinea che "questo provvedimento riguarda solo i medici di base, ma ci sono problemi anche negli ospedali: perché non tentare di far sì che questi medici, in quiescenza, continuino a operare nel pubblico invece di trasferirsi nei centri privati? In questo modo sarebbe più facile abbattere le liste di attesa".

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