Russo: "Palazzo Biserini, Dipiazza se ne ricorda solo adesso in piena campagna elettorale"

Russo: "Palazzo Biserini, Dipiazza se ne ricorda solo adesso in piena campagna elettorale"

Pubblichiamo da Francesco Russo

Sono sinceramente felice che grazie a Walter Chiereghin siamo riusciti a portare al centro del dibattito politico un tema di cui non si parlava da anni.
 
Non credo sia un caso che, a distanza di 4 giorni da quando ne abbiamo discusso insieme in occasione della presentazione della sua candidatura, questa amministrazione che fino ad adesso si era disinteressata di Palazzo Biserini e dei suoi 380.000 volumi quasi inaccessabili organizzi una conferenza stampa per affrontare il tema.
 
Quello che mi chiedo, però, è come mai solo adesso, in piena campagna elettorale, se ne siano ricordati: perché non una parola nei 5 anni precedenti?
 
Io riconosco a Roberto Dipiazza di essere stato “l’uomo del fare” 20 anni fa.
 
Ultimamente, invece, è diventato il Sindaco degli annunci: se ad ogni conferenza stampa che ha fatto promettendo, la partenza – in tempi rapidi - di un nuovo progetto fossero seguiti i fatti, oggi Trieste sarebbe una città diversa.
 
Quante volte abbiamo sentito parlare dell’ovovia, della pista di go-kart, della nuova piscina terapeutica, del Tram di Opicina e della Galleria di Piazza Foraggi (che nel frattempo cade letteralmente a pezzi) tanto per fare qualche esempio.
 
Io credo che i cittadini non meritino di essere presi in giro: oggi sono state dette tante belle parole che, purtroppo, resteranno tali.
 
Quali sono i tempi stimati per completare la riqualificazione di Palazzo Biserini? Esiste già un progetto esecutivo? E ancora con che personale verranno gestiti i 380.000 volumi? E’ vero che ad oggi oltre 70.000 volumi donati da Margherita Hack, Giorgio Pressburger e Livio Sossi non sono disponibili al pubblico perché rinchiusi in scatoloni a causa della mancanza di personale necessario a catalogarli?
 
Io credo che il Sindaco non sia in grado di dare risposte a nessuna di queste semplici domande. E se è così significa che, ancora una volta, questo rimarrà un semplice annuncio che andrà ad ingrossare il numero già cospicuo di promesse non mantenute.