“Giù le mani dal Venezuela”, Befana in largo Barriera tra politica internazionale e porto di Trieste
Un nuovo appuntamento politico è stato annunciato per martedì 6 gennaio, quando largo Barriera diventerà, a partire dalle 16.30, il luogo di un presidio di solidarietà con il Venezuela. L’iniziativa nasce da un appello che richiama esplicitamente la contrarietà all’“aggressione statunitense” e alla guerra imperialista, ribadendo il sostegno al Venezuela bolivariano.
Il messaggio del manifesto
L’immagine diffusa per lanciare il presidio mostra una folla che sventola la bandiera venezuelana accompagnata dalla scritta “Solidarietà al Venezuela”. Un messaggio visivo diretto, pensato per rafforzare l’appello alla partecipazione e per collocare l’iniziativa all’interno di una mobilitazione internazionale contro le politiche degli Stati Uniti.
Le accuse di aggressione e terrorismo di Stato
Nel testo dell’appello, i promotori sostengono che il Venezuela sarebbe vittima di un’azione di aggressione da parte dell’imperialismo Usa, arrivando a definire il sequestro del presidente Maduro come un’operazione di terrorismo di Stato. Una lettura che si inserisce in una più ampia critica alle dinamiche geopolitiche globali e alle strategie militari occidentali.
Il legame con le ricadute sociali ed economiche
Il presidio viene presentato anche come una mobilitazione che riguarda direttamente lavoratori e lavoratrici. Secondo gli organizzatori, la spirale di guerra globale sta producendo una destabilizzazione economica che si traduce in costi crescenti per i cittadini, aggravati dai tagli alla spesa sociale a favore di quella militare, attribuiti alle scelte del governo Meloni.
Il porto di Trieste al centro della denuncia
Un passaggio centrale dell’appello riguarda il porto di Trieste. I promotori denunciano il rischio di una sua trasformazione in un bastione militare della NATO, ricordando come la neutralità e la smilitarizzazione dello scalo siano sancite dal Trattato di Parigi. Viene inoltre citato il collegamento con i piani geostrategici del corridoio IMEC, che collegherebbe Trieste al porto israeliano di Haifa, e con la Three Seas Initiative, definita come parte di una strategia di militarizzazione antirussa.
Un appello che unisce più realtà
Il presidio è promosso da diverse realtà politiche e associative, tra cui Coordinamento No Green Pass e Oltre, Insieme Liberi, Fronte della Primavera Triestina, Multipopolare, Partito Comunista, Partito Comunista Italiano e Tavola per la Pace FVG. L’obiettivo dichiarato è affermare che la causa del Venezuela viene vista come la causa di tutti i popoli che si definiscono liberi.
L’appuntamento del 6 gennaio
Largo Barriera sarà quindi, nel pomeriggio del 6 gennaio, il punto di ritrovo per chi intende manifestare solidarietà al Venezuela e contestare le politiche imperialiste e la militarizzazione, con un’attenzione particolare al ruolo strategico attribuito a Trieste nello scenario internazionale.