Nessuna "reclusione forzata", ma un invito a limitare il più possibile le uscite
Il decreto licenziato ieri, nella sera del 11 marzo 2020 è valido fino al 25 di marzo, non vieta la passeggiata. Per passeggiata s’intende portare il cane a fare i bisogni perché necessita, andare a comprare i tabacchi e le sigarette. Lo confermano le fonti direttamente dal Viminale, che proprio in queste ultime ore stanno interpretando il Dcpm dell’11 marzo. La Protezione Civile infatti smentisce le voci che confermino il “divieto di passeggiata”, ma un forte invito a restare a casa. Vero è che “non si può uscire di casa se non per validi motivi” come esplicita il vademecum del ministero dell’interno. I cosiddetti validi motivi sono quattro: andare a lavorare, fare la spesa e andare in farmacia, e il rientro presso il proprio domicilio. Bisogna inoltre portare sempre con se l’autocertificazione che esplicita il motivo dello spostamento, indicando il luogo di partenza e di destinazione. Il foglio di autocertificazione è necessario anche per chi si muove a piedi. Se, in caso di controllo da parte della polizia, qualcuno ne è sprovvisto, la polizia stessa provvederà a fornirvelo in modo da permettere la compilazione immediata.
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