Azione critica Roberti: “Mancanza di rispetto per chi rischia vita, a Questura nessun nuovo agente”

Azione critica Roberti: “Mancanza di rispetto per chi rischia vita, a Questura nessun nuovo agente”

Una critica frontale, numeri alla mano, e un’accusa pesante: usare la sicurezza per fare propaganda politica. È il cuore della presa di posizione firmata da Daniela Rossetti, segretaria provinciale di Azione Trieste, che interviene sul tema degli organici delle forze dell’ordine e sulla narrazione, definita “surreale”, di un presunto successo legato alle nuove assegnazioni.

Secondo Rossetti, la realtà triestina sarebbe ben più complessa e preoccupante rispetto alle dichiarazioni circolate in queste ore, perché il nodo non è l’annuncio, ma i numeri effettivi a disposizione sul territorio.

“Organici in caduta libera: da 570 a 440 effettivi”

Il dato che Azione pone al centro del ragionamento è quello relativo alla Questura di Trieste, che nell’arco di dieci anni sarebbe passata, secondo Rossetti, da 570 effettivi a 440. Un calo netto, quantificato in un -23%, in un contesto che viene descritto come “sempre più difficile”, con criminalità in aumento e una richiesta di sicurezza percepita in crescita tra i cittadini.

È su questa base che viene definito “inaccettabile” presentare come risultato significativo un intervento che, in termini di rinforzi reali, sarebbe minimo.

“Assegnazione ottima? Alla Questura arrivano 5, nessun agente”

Il punto più contestato riguarda proprio i nuovi arrivi destinati alla Questura. Rossetti afferma che l’“assegnazione ottima” di cui si parla prevederebbe, per Trieste, soltanto 5 nuovi effettivi, con un dettaglio che per Azione è decisivo: “agenti neanche uno”.

Una circostanza che, se confermata, renderebbe ancora più evidente lo scarto tra comunicazione e realtà operativa: chi è in strada, chi pattuglia, chi interviene sul territorio, non verrebbe rinforzato.

Il caso Frontiera: “59 nuovi arrivi? sostituiscono gli aggregati”

Altro passaggio cruciale della nota è quello relativo alla Polizia di Frontiera. Rossetti attacca l’idea di far passare l’arrivo di 59 nuove unità come un incremento di sicurezza frutto dell’azione politica di destra.

Secondo la segretaria di Azione, infatti, quelle 59 persone non rappresenterebbero un potenziamento, ma una semplice sostituzione: andrebbero cioè a prendere il posto degli aggregati che già oggi presidierebbero 4 dei 23 confini provinciali.

Il concetto viene ribadito con un messaggio secco: non un aumento, ma un cambio di personale.

“Quattro confini su 23: gli altri 19 restano scoperti”

La critica, però, non si ferma ai numeri. Rossetti contesta anche la modalità di controllo, sostenendo che l’attuale sistema non garantirebbe una vera vigilanza diffusa.

Secondo quanto riportato, i confini effettivamente presidiati sarebbero solo 4 su 23, lasciandone 19 senza controllo. A sostegno della tesi viene citato un esempio concreto, che richiama la quotidianità di chi vive il territorio: “per evitare la coda a Fernetti basta passare per Monrupino perché lì non c’è controllo alcuno”.

Un’immagine che punta a rendere immediatamente comprensibile la denuncia: non basta annunciare uomini, se poi il presidio resta limitato e prevedibile.

“Propaganda fastidiosa, ma sulla sicurezza è inaccettabile”

Il tono della nota è duro: Rossetti definisce la propaganda “sempre fastidiosa”, ma aggiunge che diventa inaccettabile quando viene fatta “sulle spalle dei bisogni dei cittadini”. E tra quei bisogni, la sicurezza viene indicata come uno dei più importanti.

La critica si inserisce dunque in un doppio livello: la questione tecnica degli organici e quella politica legata alla comunicazione pubblica.

La stoccata su Roberti: “mancanza di rispetto per chi rischia la vita”

Nella parte finale, Rossetti prende di mira anche alcune dichiarazioni attribuite all’assessore Roberti, in particolare l’idea che un sindacato “dovrà sempre dire che il personale non basta” per negoziare migliori condizioni.

Per Azione si tratterebbe di una frase grave e irrispettosa verso chi lavora ogni giorno in divisa: “mancanza di rispetto per chi fa il proprio lavoro con onore e disciplina anche rischiando la vita”.

E la conclusione torna al punto di partenza: secondo Rossetti, alla Questura non sarebbe destinato nessun nuovo agente, rendendo ancora più fragile un sistema già indebolito dal calo di organico denunciato.

Un intervento che apre inevitabilmente un nuovo fronte di dibattito pubblico: tra annunci e realtà, tra sicurezza comunicata e sicurezza percepita, e soprattutto tra numeri ufficiali e ciò che, per cittadini e operatori, si traduce ogni giorno in presenza sul territorio.