Carnevale Muggia, “QR a pagamento barriera economica e sociale”: giovane lancia petizione (VIDEO)

Carnevale Muggia, “QR a pagamento barriera economica e sociale”: giovane lancia petizione (VIDEO)

Una voce giovane, diretta, che non gira attorno alle parole e va dritta al punto. E quando accade, succede spesso che quella voce riesca a smuovere più coscienze di cento comunicati. È in questo clima che si inserisce la presa di posizione di Greta Lucia Cangiano, che si presenta con chiarezza: “Sono la creatrice della petizione contro il pagamento dei codici QR per il Carnevale di Muggia”.

Una frase secca, senza fronzoli. Ma dietro quella frase c’è un malcontento che, a giudicare dai numeri, sembra tutt’altro che marginale. Perché quella petizione, in pochissimi giorni, è diventata un segnale. E un messaggio: c’è una parte di pubblico che non accetta l’idea che un evento popolare, identitario, simbolico come il Carnevale possa trasformarsi in un sistema di accessi limitati e a pagamento.

La petizione nata “dal basso”: amici, rete e firme che crescono

Greta racconta che l’iniziativa è nata personalmente da lei, e che si è diffusa grazie a un passaparola immediato, quasi naturale, alimentato dai suoi amici e dalle sue amiche, “che stanno provando a diffondere la cosa il meglio possibile”.

È una dinamica contemporanea, tipica di questa generazione: non serve una grande organizzazione, basta un’idea sentita come urgente, un messaggio chiaro e la rete fa il resto. E i numeri, intanto, parlano. La petizione infatti, racconta Cangiano, nelle prime 24 ore ha raccolto oltre 500 firme, e dopo tre giorni si è spinta tra le 800 e 900 firme.

In altre parole: non è uno sfogo isolato, ma una mobilitazione che sta trovando risposta.

“Abolire il pagamento dei codici QR”: il punto politico e sociale della protesta

Il cuore dell’intervento è questo, e Greta lo scandisce con forza: “Vogliamo abolire il pagamento dei codici QR”.

La motivazione non viene presentata come capriccio o semplice lamentela. Al contrario, la giovane promotrice definisce il prezzo “davvero esagerato e limitatorio”, e soprattutto denuncia una conseguenza che va oltre i soldi: “creando barriere economiche e sociali”.

Ed è proprio qui che la sua posizione diventa un discorso molto più ampio, quasi “culturale”. Perché Greta lega direttamente la questione al significato stesso dell’evento: “quando il vero spirito del Carnevale sarebbe appunto l’unione e l’inclusione”.

In questa visione, il Carnevale non è solo festa. È comunità. È identità. È mescolanza. È spazio condiviso. E se subentra una selezione economica, allora si rompe qualcosa di più profondo di un regolamento.

Il nodo più esplosivo: “solo 3.000 QR disponibili” per i non residenti

C’è poi un punto che Greta definisce apertamente assurdo. Secondo quanto riferisce nella sua dichiarazione, “ci sono soltanto 3.000 codici QR disponibili in giornata per le persone non residenti”.

E questo viene collegato a un altro dato citato dall’intervistata: il Carnevale sarebbe un evento che vede “intorno alle 60.000 persone all’anno partecipare”, con picchi soprattutto “nella giornata di sabato, quella dei carri e l’ultimo giorno”.

Il contrasto tra capienza “sociale” e limiti “numerici” viene raccontato come un cortocircuito. Ed è qui che la protesta si trasforma in una domanda implicita che pesa come una pietra: può un evento che richiama decine di migliaia di persone restringere l’accesso tramite un numero contingentato e a pagamento?

È questo, probabilmente, il motivo per cui la petizione corre.

Dove firmare: Change.org e Instagram, la protesta passa (anche) da lì

Greta non si limita a esporre un’idea: fa un appello esplicito. Invita a firmare e a mostrare supporto su Change.org, spiegando che il link è disponibile e che si trova anche sul suo profilo Instagram: greta.cangiano.

Per ora, sottolinea, le firme restano online. Ma aggiunge che, qualora ci fossero sviluppi e si passasse anche a una raccolta “in giro”, ci sarà un aggiornamento.

E anche questa frase ha un significato: la protesta non si considera chiusa, ma in crescita, pronta ad evolvere.

Quando il Carnevale diventa terreno di scontro: festa o confine?

Il messaggio finale dell’intervista, in controluce, è molto potente. Non riguarda solo il codice QR. Riguarda una tensione che molte città conoscono: la trasformazione degli eventi popolari in appuntamenti filtrati, regolati, contingentati, dove la massa diventa “gestione” e la spontaneità diventa “accesso”.

Greta Lucia Cangiano mette tutto questo in una formula semplice e comprensibile a chiunque: il Carnevale deve restare un luogo di inclusione.

E quando una ragazza giovane riesce a trasformare un malcontento in un movimento di firme, significa che il tema ha toccato un nervo scoperto. Adesso la domanda, inevitabile, è un’altra: questa voce verrà ascoltata?

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