giovedì 10 settembre 2026
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Il Comune informa

Minorenne pregiudicato per droga vandalizza muri e facciate con scarabocchi senza senso

Luca Marsi·

Il Nucleo interventi speciali della Polizia Locale ha identificato nei giorni scorsi due imbrattatori seriali, responsabili del danneggiamento con la vernice spray di edifici pubblici e privati, autobus, bottini per la raccolta dei rifiuti e arredi urbani. Le diverse indagini sono partite da due segnalazioni sul degrado urbano, una sull'imbrattamento di un chiosco in piazza Sant'Antonio, l'altra per delle scritte su un edificio privato di via Corelli.

Nel primo caso si tratta di un minorenne che si era dedicato a sporcare il chiosco con lo spray, ignaro di essere ripreso dalle telecamere di sorveglianza cittadine. L'analisi dei video, insieme ad altri elementi raccolti sul campo, hanno consentito agli investigatori non solo di intercettarlo qualche giorno dopo in centro città, ma anche di mappare il suo campo d'azione disseminato di  tag personali,  poco più che scarabocchi. Sono emersi successivamente a suo carico, altri trascorsi analoghi e violazioni alle norme sugli stupefacenti. Gli operatori sono riusciti a raccogliere elementi di prova per ben 22 episodi di imbrattamento[1] dei quali è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori; il ragazzo è stato anche sanzionato per ripetute violazioni dei Regolamenti di polizia urbana[2] e per la gestione dei rifiuti[3]

Il secondo vandalo, un 22enne anch'egli seriale e con precedenti per violazione alle norme sugli stupefacenti, aveva preso di mira il muro di un'abitazione privata in via Corelli, riproponendo il suo schizzo con lo spray. Partendo proprio da quest'ultimo, gli investigatori hanno fatto ricorso agli archivi di indagini passate, riuscendo rapidamente ad identificare il giovane che è stato ugualmente denunciato e sanzionato.

Sono in corso altre ricerche finalizzate all'identificazione di possibili imbrattatori collegati ai due giovani.



[1] Codice penale, art. 639

[2] art. 12

[3] art. 26

 

 

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