sabato 10 ottobre 2026
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Rai Friuli Venezia Giulia ricorda Luchetta, D'Angelo e Ota

Luca Marsi·
Rai Friuli Venezia Giulia ricorda Luchetta, D'Angelo e Ota

Il 28 gennaio 1994, trent'anni fa, una granata esplosa a Mostar, in Bosnia, uccideva il giornalista Marco Luchetta, l'operatore Alessandro Saša Ota e il tecnico di ripresa Dario D'Angelo, tutti e tre della Sede Rai del Friuli Venezia Giulia, inviati sul fronte della guerra nella ex Jugoslavia. Nell'anniversario della loro morte la Struttura Programmi Italiani della Sede Rai del Fvg dedica loro il documentario "Mostar, trent'anni e oltre" di Piero Pieri con la collaborazione di Alessandro Spanghero e le riprese di Gianni Toffolutti. Il documentario andrà in onda domenica 28 gennaio alle 9.15 su Rai 3 regionale e alle 00.30 su Rai 3 nazionale (disponibile anche su RaiPlay, con replica mercoledì 31 gennaio alle 21.20 su Rai 3 bis; canale 810). Il documentario propone 13 testimonianze di chi ha conosciuto i tre inviati, comprese quelle dei familiari che raccontano l'intimità dei propri sentimenti, le interviste ai colleghi che, negli anni '90, lavorarono nelle zone di guerra nella ex Jugoslavia. Testimonianze che riportano lo spettatore italiano al conflitto e alle tensioni tra le popolazioni italiane di confine. "Il lavoro dei corrispondenti e delle troupe che attraversarono i conflitti tra sloveni, croati, serbi, bosniaci, kosovari fu rischioso, ma determinante per la conoscenza di quella guerra feroce e difficilissima da capire nelle dinamiche e nelle motivazioni - riporta una nota della Rai - La loro esperienza di fine '900 determinò, inoltre, un cambio di passo nel mestiere del giornalismo di guerra che, fino a quel momento, in Italia non aveva tradizione e che dovette adattare in fretta modalità di organizzazione e di sicurezza". Quel tragico fatto fu la spinta per la nascita della Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin che, in questi trent'anni, ha accolto e curato centinaia di bambini vittime con le loro famiglie di conflitti e in gravi condizioni di necessità. La Rai sottolinea "il fermo rifiuto della violenza". Per questo le testimonianze raccolte "incarnano un potente antidoto all'ignoranza e all'orrore della guerra". (ANSA).  DO

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