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Marzia Postogna e Maurizio Repetto al Teatro Bobbio con "La Felicità"

Luca Marsi ·
Marzia Postogna e Maurizio Repetto al Teatro Bobbio con "La Felicità"

Dal 7 al 10 maggio, il Teatro Orazio Bobbio ospiterà la nuova produzione della Contrada: “La Felicità”. L’opera porta la firma di Éric Assous, acclamato drammaturgo e sceneggiatore francese, noto per la capacità di intrecciare commedia brillante e introspezione psicologica. Sotto la regia di Marcela Serli — artista argentina di origini italo-libanesi attiva sulla scena internazionale — i protagonisti Marzia Postogna e Maurizio Repetto daranno vita a una pièce vivace e intensa, scandita da continui colpi di scena. Sul palco gli attori Marzia Postogna e Maurizio Repetto daranno vita a una commedia che sa essere al contempo vivace e intensa, capace di sorprendere con i suoi numerosi sviluppi inattesi. I protagonisti sono Luisa e Alessandro, non più nel fiore degli anni, che condividono una notte in seguito a un incontro fortuito. I due amanti si trovano a dover affrontare le incertezze, le falsità e i piccoli compromessi che inevitabilmente emergono in simili circostanze, dove il disincanto portato dall'età adulta rende l'esperienza amorosa qualcosa di tutt'altro che semplice. Attraverso un dialogo che oscilla tra diversi registri, la pièce svela le fragilità molto umane di ciascun personaggio.

«La felicità di Éric Assous - spiega Marcela Serli - è una commedia che prende avvio da una notte di passione per aprire, quasi senza accorgersene, una voragine emotiva. Un incontro apparentemente leggero diventa il detonatore di una resa dei conti: con laltro, ma soprattutto con se stessi. La mia regia parte da qui: dal corto circuito tra ciò che i personaggi dichiarano e ciò che realmente desiderano. Il lavoro è interamente concentrato sugli attori, sulle loro reazioni, sui tempi comici e sugli scarti improvvisi di senso che il testo propone. Ogni situazione può rivelare un lato inatteso che può provocare, a volte in modo paradossale, a volte in modo dolorosamente vero. Le reazioni emotive dei personaggi trasformano una battuta in un ribaltamento, una situazione in un cortocircuito. La comicità nasce dall’urgenza emotiva dei personaggi. Non è mai decorativa, ma profondamente legata alla loro incapacità – o al loro disperato tentativo – di essere sinceri. Ridiamo perché ci riconosciamo nelle loro contraddizioni, nei loro tentativi maldestri di difendersi, di controllare l’altro, di trattenere ciò che, per sua natura, è instabile.

Lei, con la sua irragionevole pretesa di trasformare una notte in qualcosa di più, costringe entrambi a togliersi le maschere. Lui, chiamato a rispondere, scopre le crepe di una vita che credeva ordinata. In questo dialogo serrato, comico e profondissimo, emerge un’idea di amore adulto che non ha più nulla di romantico in senso convenzionale, ma che è forse più autentico: un amore fragile, imperfetto, consapevole dei propri limiti. La messa in scena accompagna questo processo con un gioco teatrale continuo, vivo, imprevedibile, come lo è la ricerca della felicità di cui parla la pièce: forse vana, forse possibile, certamente necessaria.

La felicità diventa così una commedia brillante che fa ridere e pensare, un piccolo campo di battaglia sentimentale in cui ognuno di noi può intravedere le proprie paure, i propri desideri e quella ostinata, umanissima speranza di amare – e di essere felici – nonostante tutto.» Debutta giovedì 7 maggio alle 20:30, repliche venerdì alle 20:30, sabato alle 18:00 e domenica alle 16:30.

 

 

 

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