Oggi pomeriggio in piazza della Borsa “The Bench - la panchina”, performance del collettivo Dancing House

Il collettivo Dancing House presenta “The Bench - la panchina” Sabato 20 luglio alle ore 18.30 in piazza della Borsa. La performance site specific, ideata da Marta Zacchigna, è nata da uno studio sulla lentezza del movimento come territorio di ricerca per una nuova qualità cinetica ed espressiva, e allo stesso tempo dalla volontà di portare il linguaggio della danza contemporanea in una delle Piazze più note di Trieste. La panchina, oggetto della performance, non è solo un’architettura iconica della piazza ma incarna uno vero e proprio spazio tempo, una sorta di zona sospesa dalla quale coltivare una visione inedita sul mondo: fuori dalla dimensione dell’ordinario, dal ritmo incalzante dei passanti, dal chiacchiericcio della piazza, è in questo luogo che possiamo concederci un ritorno a memorie, nostalgie, vissuti ma anche aprirci all’incontro con lo sconosciuto. Sulla panchina infatti si pensa, si legge, si ama, ci si confessa, si dice addio, si abbraccia, si riposa. Il gruppo di sei danzatori daranno forma tramite dei tableaux vivant, a quei pensieri inusuali, folli, bizzarri che prendono vita nel tempo dell’attesa. Le pose stranianti, gli incontri improvvisi e i tocchi sorprendenti tra i corpi giocheranno con la staticità della statua del poeta Gabriele D’Annunzio rendendolo parte del corpo collettivo. Così la panchina esce dalla sua funzione comune per diventare lo spazio di una trasfigurazione poetica dove il presente vivo delle forme e dei movimenti si intreccia alle pose visionarie del quadro. L’invito al pubblico è quello di ritrovare l’arte della meraviglia che si nasconde spesso nell’attesa, nella contemplazione, e in quella immaginazione intima che coltiviamo quando abbiamo la possibilità di fermarci. “The bench - la panchina” vuole inaugurare una stagione dove la danza contemporanea trova negli spazi della città un’occasione di espressione e di incontro con il pubblico. Questo linguaggio infatti ha bisogno di essere non solo visto ma anche riconosciuto e una città come Trieste non può che diventare il teatro perfetto per un’arte che ha per sua natura la missione dell’evoluzione continua.
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