Le voci del 'Soweto Gospel Choir' incantano i triestini: grande successo ieri sera al Teatro Rossetti
Un'intensa ed emozionante esibizione è stata quella di mercoledì sera, 30 novembre 2022, al Teatro Rossetti di Trieste, dove musica, danze e voci si sono unite in un unico incanto di emozioni.
Grande protagonista del palcoscenico è stato il 'Soweto Gospel Choir', noto gruppo gospel sudafricano formatosi proprio a Soweto e comprendente le migliori voci provenienti dai cori delle chiese del posto.
Grazie al proprio talento e capacità di arrivare al pubblico, il gruppo gospel in questione è riuscito in breve tempo a farsi strada tramite tournée internazionali, nonché a vincere numerosi premi e riconoscimenti - come ad esempio il titolo di Miglior coro Gospel agli American Gospel Music -.
Il gruppo ha iniziato a cantare in uno dei moltissimi concerti dedicati a Nelson Mandela, e da allora non ha mai smesso.
Anche in questa occasione, lo spettacolo è stato ideato in onore di Nelson Mandela - non a caso, accanto al nome del gruppo compare la parola 'Freedom', titolo del loro ultimo album uscito nel 2018 - e possiede lo scopo di esaltare la speranza ed i sentimenti più intimi e profondi di un popolo che ha sempre inneggiato alla libertà e ai diritti umani.
"Cantiamo contro l'apartheid, cantiamo per le nostre speranze", grida a gran voce una componente del gruppo subito dopo aver intonato le prime note, questo perché il loro messaggio sembra essere più importante del modo in cui viene trasmesso.
'Soweto Gospel Choir - Freedom' ha catturato il pubblico triestino con le sue voci ora delicate ora graffianti, leggere e profonde, capaci di toccare l'animo di chi le ascolta.
L'accompagnamento musicale era composto semplicemente da un tamburo e da una pianola, più alcuni altri strumenti tipici, ma nulla che potesse sovrastare le voci a cappella dei talentuosi artisti.
Particolare non da poco conto è stato notare che i musicisti non hanno smesso un secondo di sorridere durante le loro performances, a prova del fatto che il loro è un amore puro e sincero per l'arte e la propria cultura.
Le canzoni hanno toccato un panorama molto vasto, partendo da canti tradizionali africani - cantati in sei delle undici lingue ufficiali - fino ad arrivare ad un orizzonte più contemporaneo, come "Amazing Grace", "Hallelujah" e "Freedom Songs Medley".
Infine - ma non per importanza - i colori sgargianti e vivaci dei loro abiti uniti, alle coreografie tribali e moderne, hanno reso il tutto ancora più indimenticabile e coinvolgente per gli spettatori in sala, che sono stati spinti dagli stessi artisti ad unirsi nel canto e ad alzarsi in piedi per sentirsi parte di una comunità che non discrimina bensì vuole unire e unirsi per cantare assieme per la libertà.
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