sabato 10 ottobre 2026
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Club Alpinistico Triestino, L’Abisso dei Morti: memoria, tragedia e coraggio speleologico

Luca Marsi·
Club Alpinistico Triestino, L’Abisso dei Morti: memoria, tragedia e coraggio speleologico

Nel 1862, Trieste, in rapida crescita demografica, avvertiva una pressione crescente sull’approvvigionamento idrico. Per cercare nuove risorse, iniziarono le esplorazioni sotto il Monte Spaccato, in una cavità battezzata “Foro della Speranza”. Le ricerche furono complesse e pericolose: pozzi profondi, aria cattiva e condizioni di lavoro estreme rallentarono i progressi. Nel 1866, raggiunti circa 255 metri di profondità, fu deciso di far esplodere una mina da circa 400 funti di esplosivo, nel tentativo di aprire un varco verso un ipotizzato bacino d’acqua. L’operazione si trasformò in
tragedia. Pochi minuti dopo la detonazione, tre operai si calarono nella cavità per verificare gli effetti dello scoppio: Luca Kralj, Antonio Kralj e Andrea Fernetich. Furono sopraffatti dai gas tossici sprigionati dall’esplosione e morirono nel punto in cui erano discesi. Luca e Antonio Kralj appartenevano alla stessa famiglia: le ricostruzioni storiche e speleologiche indicano con alta probabilità che fossero fratelli, anche se la documentazione anagrafica dell’epoca è frammentaria.
Dieci giorni dopo, fu organizzato un tentativo di recupero. Alla spedizione partecipò Matteo Kralj, parente stretto delle due vittime Kralj – con ogni probabilità padre o, secondo ipotesi alternative, zio di uno o di entrambi. Non appena raggiunta la parte profonda della grotta, Matteo fu colpito dagli stessi gas che avevano ucciso i tre operai: perse conoscenza e non poté essere tratto in salvo. Anche lui rimase per sempre nell’abisso. Le autorità dell’epoca decisero di sigillare l’accesso alla cavità, lasciando i corpi all’interno per l’impossibilità di un recupero sicuro. Per oltre un secolo e mezzo la grotta rimase nota come “Abisso dei Morti”, testimonianza silenziosa di una delle più tragiche vicende del sottosuolo triestino. Nel 2005, dopo 139 anni, un gruppo di speleologi del Club Alpinistico Triestino riuscì finalmente a raggiungere il punto dello scoppio e a spingersi oltre, aggiungendo un tassello fondamentale alla storia speleologica e urbana della città.
Il 27 novembre 2025, alle ore 18.00, ad ingresso libero presso la Ljudski Dom di Trebiciano / Trebče, racconteremo questa storia con la presenza diretta degli speleologi che nel 2005 riaprirono la strada verso il fondo della grotta. Un’occasione per ricordare le vite dei Kralj e di Andrea Fernetich, comprendere il contesto della tragedia e riscoprire un capitolo poco noto ma significativo della memoria triestina.  Nel corso dell'evento, in collaborazione con l’associazione SKD Primorec, verranno presentati il libro La Caverna sotto il Monte Spaccato, da Foro Speranza a Grotta dei Morti, ed un documentario sulla sua esplorazione. 

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