sabato 7 novembre 2026
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Cronaca

Triestina necessita visita chirurgica vertebrale urgente, riceve l'appuntamento tra otto mesi

Elisa Sossi·

Il significato della parola 'urgente' comprende un tempo d'azione che sia più breve possibile, e non è un concetto relativo né soggettivo. Tale parola, inoltre, assume un'importanza maggiore se correlata ad una necessità medica, come nel caso di un'insegnante triestina 40enne che ha segnalato lo spiacevole episodio che l'ha coinvolta, la cui urgenza sembra non poter essere ascoltata.

 

"Ho diversi problemi riguardanti la colonna vertebrale da vari anni, nonostante la mia giovane età, e negli ultimi mesi la situazione è peggiorata causandomi intensi dolori e grossi limiti fisici, tra vertigini e una drastica riduzione della mia autonomia motoria. Dopo diverse cure farmacologiche e visite ortopediche, il mio corpo ha iniziato a non rispondere più a nessuna terapia, pertanto mi è stata prescritta una risonanza magnetica, da cui sono state rilevate delle nuove protusioni vertebrali e la formazione di alcune cisti alle radici nervose spinali contenenti liquor cerebrospinale", scrive la donna, "i medici, preoccupati, hanno ritenuto necessario indirizzarmi al Centro Spinale di Udine per una visita chirurgica vertebrale midollare. La priorità della richiesta risulta urgente - con una specifica che riporta 'entro 4 giorni' -, ma il primo appuntamento disponibile risulta essere in data 25 di ottobre 2022. Oggi è il 17 febbraio".

 

La donna continua raccontando il suo tentativo di ottenere allora un appunto in privato, ricevendo come risposta: "le agende sono chiuse” e che gli unici due medici risultano non disponibili.

La sua mossa successiva è stata quella di richiedere almeno una visita neurochirurgica, sempre presentando la comprovata urgenza del suo caso, ma la prima visita disponibile all'ospedale di Cattinara di Trieste è il 16 maggio, dunque si tratta sempre di un'attesa di mesi.

 

"Sono consapevole che, a causa della pandemia, ci sono dei ritardi per le visite ed esami specialistici, ma non esiste solo il Covid ed io mi sento totalmente disarmata", afferma la donna, "uno utilizza tutte le risorse che ha, fisiche, mentali e anche economiche, pur di lottare per la propria salute, ma nulla è utile, nulla serve. È paradossale che io insegni educazione civica ai miei allievi, spiegando loro articoli della Costituzione in cui si parla di tutela del cittadino da parte dello Stato, quando sono io la prima a non riceverla".

 

Per la donna adesso non rimane che iniziare una lunga serie di chiamate ai vari Centri Spinali della Penisola e augurarsi di ottenere così una data il più vicina possibile, oltre a sperare di riuscire a sostenere fisicamente un viaggio e che qualcuno sia eventualmente disposto ad accompagnarla.

 

"Spero che con la mia testimonianza la situazione si possa smuovere, non solo per me ma anche per le altre persone che stanno vivendo situazioni simili alla mia, perché non è proprio giusto tutto questo", conclude la donna.

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