Trieste, Dipiazza boccia l’ipotesi maxi-spesa per l’Ursus: «12-15 milioni? Decisamente no» (VIDEO)

Roberto Dipiazza mette un punto fermo sul futuro dell’Ursus e si dice contrario a un intervento da 12-15 milioni di euro per il suo recupero.
La posizione del sindaco di Trieste è emersa nel corso della diretta condotta da Luca Marsi, durante un passaggio dedicato proprio al destino della storica struttura portuale.
Alla domanda su come veda il futuro dell’Ursus, Dipiazza ha risposto in modo netto: «Quando mi parlano che bisogna spendere 12-15 milioni, io sono contrario».
«Spendere 12, 13, 15 milioni per metterlo a posto? Sono contrario»
Il sindaco ha ricordato anche un episodio precedente, quello in cui l’Ursus si era staccato dagli ormeggi, tornando su una frase pronunciata allora.
«Quando si è staccato dagli ormeggi, ho detto: peccato che non è affondato», ha ricordato Dipiazza, collegando quella battuta alla sua valutazione sui costi di un possibile intervento.
«Spendere 12, 13, 15 milioni per mettere a posto l’Ursus, io sono contrario», ha ribadito.
La posizione non lascia molto spazio alle interpretazioni: per Dipiazza, una cifra di questa portata sarebbe troppo elevata rispetto al valore dell’operazione.
La decisione passerà alla prossima amministrazione
Il sindaco ha però precisato che la decisione definitiva non spetterà necessariamente all’attuale amministrazione.
«Dopo lo deciderà la prossima amministrazione e la Regione, se ci saranno le risorse», ha spiegato.
Dipiazza ha dunque riconosciuto che il dossier potrebbe arrivare direttamente sul tavolo di chi governerà Trieste dopo le elezioni comunali del 2027, oltre che della Regione.
Ma il suo giudizio personale resta molto chiaro: «Credo che spendere una cifra simile per l’Ursus decisamente no».
Un tema destinato a restare aperto
La vicenda Ursus continua quindi a incrociare due questioni diverse: quella della memoria e del valore simbolico della struttura e quella, molto più concreta, delle risorse pubbliche necessarie per conservarla e recuperarla.
Dipiazza sceglie senza esitazioni il terreno della sostenibilità economica.
La domanda, nei prossimi mesi, sarà capire se la futura amministrazione condividerà la stessa impostazione oppure se riterrà prioritario destinare risorse importanti al recupero.
Il dossier entra indirettamente nel dopo Dipiazza
Proprio per il riferimento esplicito alla «prossima amministrazione», il futuro dell’Ursus potrebbe diventare anche uno dei temi del confronto politico verso le comunali del 2027.
Ogni candidato potrebbe essere chiamato a dire con chiarezza quale posizione intenda assumere: conservazione, recupero, valorizzazione oppure una diversa destinazione delle risorse.
Dipiazza, dal canto suo, ha già messo sul tavolo la propria posizione.
«Questa è una mia idea e dopo naturalmente ci saranno quelli che governeranno che penseranno loro», ha concluso.
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