Pubblicati i dati del primo semestre 2026 del asistema Portuale dell’Adriatico Orientale
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VOLUMI TOTALI DEI DUE PORTI (+0,67%)
TRIESTE: VOLUMI TOTALI (+2,7%)
RINFUSE LIQUIDE +5%; RO-RO +5,4%; TEU -4%; TRENI -8,3%
MONFALCONE: VOLUMI TOTALI (-24,9%); MERCI VARIE +23,2%
Trieste, 27 luglio 2026 –
Il primo semestre del 2026 si è sviluppato in uno scenario internazionale segnato da una crescente frammentazione geopolitica e commerciale. Il protrarsi dei conflitti in Medio Oriente e nell’area del Mar Nero, le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel canale di Suez e il rafforzamento delle politiche di sicurezza economica stanno modificando le geografie degli approvvigionamenti e le strategie degli operatori logistici.
Trieste, in questo contesto, chiude il primo semestre del 2026 con una movimentazione complessiva di 29.516.501 tonnellate, in crescita del 2,74% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sommando i risultati dei porti di Trieste e Monfalcone, il Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale raggiunge nel semestre più di 31 milioni di tonnellate movimentate (+0,67%). Un andamento che consolida il posizionamento dei due porti, confermatisi nel 2025 primo sistema portuale italiano per volumi complessivi, con oltre 64 milioni di tonnellate movimentate.
Il dato evidenzia la capacità dello scalo di mantenere una funzione centrale nelle catene logistiche europee anche in una fase caratterizzata da forti discontinuità. L’andamento non è tuttavia uniforme: all’espansione delle rinfuse liquide e del Ro-Ro si contrappongono la flessione dei container e dei collegamenti ferroviari, in uno scenario nel quale la competitività del sistema portuale dipende sempre più dall’integrazione tra rotte marittime, disponibilità infrastrutturale e affidabilità dei corridoi europei.
La crescita è sostenuta soprattutto dall’andamento delle rinfuse liquide, che raggiungono 20.762.029 tonnellate (+5%), confermando il ruolo strategico del porto di Trieste quale principale punto di approvvigionamento energetico per l’Europa centro-orientale.
Il comparto container registra 367.428 TEU, in flessione del 3,97%. Il dato risente della riorganizzazione dei servizi marittimi e delle reti dei carrier nell’Alto Adriatico, area caratterizzata da una crescente competizione tra gli scali e da un progressivo riposizionamento delle capacità. Il calo, più contenuto rispetto alle dinamiche osservate nel recente passato, può rappresentare un primo segnale di stabilizzazione, pur all’interno di un mercato ancora fortemente selettivo e soggetto a rapidi cambiamenti.
Prosegue invece il percorso di crescita del traffico Ro-Ro, con 163.752 unità movimentate (+5,37%), a conferma della solidità dei collegamenti con i principali mercati di riferimento. Un risultato che rafforza il ruolo del Porto di Trieste quale primo scalo italiano per lo Short Sea Shipping. In un quadro nel quale la Turchia si conferma il primo partner per volumi di merci movimentate via mare dell’Italia, lo scalo giuliano consolida la propria funzione di porta di accesso privilegiata ai traffici Ro-Ro diretti verso il cuore del continente.
Le merci varie si attestano a 8.696.875 tonnellate (-2,30%), mentre le rinfuse solide raggiungono 57.597 tonnellate (+4,82%) rispetto al primo semestre 2025.
Sul fronte ferroviario, nei primi sei mesi dell’anno sono stati movimentati 3.726 treni (-8,29%). Il dato risente principalmente delle limitazioni che hanno interessato alcuni dei principali corridoi ferroviari europei, a partire dalla chiusura del tunnel dei Tauri e dai numerosi cantieri infrastrutturali lungo la rete internazionale, in particolare in Germania, che hanno comportato deviazioni di percorso, minore capacità disponibile e la riduzione dei servizi programmati.
Da rilevare, tuttavia, la crescita dei collegamenti con l’Ungheria (+10,7%) e il Lussemburgo (+15%), mentre tra le principali relazioni ferroviarie Colonia (+34%) supera Budapest e diventa la prima destinazione dello scalo nel semestre, davanti a Cremona (+18,4%) e Bettembourg (+15%).
Nei primi sei mesi del 2026 il porto di Monfalcone ha movimentato 1.743.734 tonnellate di merce, registrando una flessione del 24,90% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è dovuto soprattutto alla contrazione delle rinfuse solide, pari a 1.253.525 tonnellate (-34,90%), determinata in larga misura dal calo dei prodotti metallurgici (-33,81%). Sul confronto incide anche il livello eccezionalmente elevato dei volumi registrati nel 2025, quando molte imprese avevano anticipato gli approvvigionamenti in vista dell’entrata in vigore del Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM).
In controtendenza, le merci varie crescono del 23,23%, raggiungendo 488.526 tonnellate, trainate soprattutto dai cereali (+57,40%). I veicoli commerciali si attestano a 49.516 unità (-9,05%), un dato influenzato anche dallo slittamento al mese di luglio dell’arrivo di una nave inizialmente prevista a giugno.
Sul fronte ferroviario, a Portorosega sono stati operati 1.032 treni (-9,87%). Il calo riflette l’andamento di alcune merceologie e le criticità infrastrutturali della rete nazionale.
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