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Cronaca

Fine vita, la famiglia di Lucia deposita un'autodenuncia: "ASUGI fuori dai margini della legalità"

Andrea Pastine·
Fine vita, la famiglia di Lucia deposita un'autodenuncia: "ASUGI fuori dai margini della legalità"

A poche ore dalla morte di Lucia, l'ottantenne triestina che si è spenta in Svizzera con il suicidio medicalmente assistito, la famiglia ha depositato un'autodenuncia e chiesto alla Procura della Repubblica di intervenire per individuare le responsabilità di ASUGI, l'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina.

Secondo quanto riferito, Lucia soddisfaceva pienamente tutti i requisiti stabiliti dalla sentenza Cappato per accedere al suicidio assistito in Italia: era totalmente dipendente da terze persone e seguiva una grande terapia farmacologica con assistenza continua, che comprendeva anche clisteri per l'evacuazione. Nonostante questo, la donna aveva ricevuto un primo diniego da ASUGI dopo aver presentato richiesta nell'agosto del 2025, seguito da una lunga attesa per l'ulteriore verifica, protrattasi fino ai giorni scorsi senza esito definitivo.

Di fronte al protrarsi dei tempi burocratici e al peggioramento delle proprie condizioni, Lucia aveva scelto di recarsi all'estero, rinunciando al desiderio di morire nella sua città.

La famiglia chiede ora alla Procura di accertare i comportamenti dell'ASUGI che, a loro avviso, sarebbero usciti dai margini della legalità.

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