Figli delle stelle, il padre di Pierluigi: "ancora nessuna giustizia per i nostri ragazzi"
Era il 4 ottobre 2019 quando Pierluigi Rotta e Matteo Demenego hanno perso la vita nell'episodio accaduto nella Questura di Trieste, ad opera di Alejandro Meran.
Ad oggi, quattro anni dopo, di giustizia, quella 'vera', ancora nessuna traccia.
Ne ha parlato con noi il padre di Pierluigi con la speranza che il suo messaggio non rimanga inascoltato.
"La prima perizia psichiatrica su Meran aveva confermato una sua infermità mentale ma era stato comunque ritenuto processabile. La difesa, però, è riuscita a richiedere una seconda perizia che ha cambiato le carte in tavola, poiché ne è risultato che il colpevole al momento del suo crimine non era in grado di intendere né di volere, e che per tale motivo non poteva presenziare alle udienze", spiega il padre di una dei Figli delle Stelle, "allora io mi chiedo, la prima perizia è stata fatta da persone incompetenti? Perché fare una seconda perizia se la prima era stata svolta da esperti? Mi domando con quale criterio e su che basi riproporre un'analisi già confermata".
Il signor Rotta inoltre aggiunge: "Meran è entrato con astuzia in Questura, sapendo già cosa fare, ha sfilato la pistola a mio figlio e poi si è nascosto, una persona che non è lucida non agisce in questo modo se non intenzionalmente".
"I nostri ragazzi devono ottenere la giustizia che meritano, a prescindere da tutto. È assurdo che la questione finisca così e che Meran possa circolare tranquillamente rischiando di fare del male ad altre persone, non lo accetto. Già era noto in Germania come individuo da tenere sotto controllo, e un pericolo pubblico del genere non va lasciato a piede libero".
Infine, il padre di Pierluigi si apre ad uno sfogo che racchiude tutto il dolore provato da lui e dalla sua famiglia nel corso di questi lunghi quattro anni, "stiamo vivendo una vita d'inferno, non c'è più nessun senso senza mio figlio, vivevamo tutti per lui. È come se da quando se n'è andato l'ossigeno sia sparito dall'aria".
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