Addio a Franco Devescovi, Trieste perde uno dei grandi maestri del fumetto italiano

Con la scomparsa di Franco Devescovi, avvenuta il 29 giugno 2026 all'età di 83 anni, Trieste perde uno dei suoi artisti più rappresentativi nel panorama del fumetto italiano. Nato nel capoluogo giuliano il 7 maggio 1943, Devescovi ha attraversato oltre mezzo secolo di storia dell'editoria italiana, contribuendo con il proprio tratto inconfondibile alla crescita di alcune delle collane più amate dagli appassionati.
Pur mantenendo uno stile riservato e lontano dai riflettori, il suo nome è diventato negli anni sinonimo di qualità, precisione e grande capacità narrativa. Migliaia di lettori hanno imparato a riconoscere il suo segno grafico sfogliando albi entrati ormai nella storia del fumetto italiano.
Un talento nato a Trieste
Prima di diventare uno dei disegnatori più apprezzati del settore, Devescovi era semplicemente un ragazzo triestino con una forte passione per il disegno. Dopo gli studi scientifici e un iniziale percorso universitario in Giurisprudenza, comprese che la propria strada sarebbe stata un'altra.
Fu una scelta coraggiosa, maturata in un periodo in cui vivere esclusivamente di fumetto non rappresentava certo una strada semplice. Eppure proprio quella decisione gli avrebbe aperto le porte di una carriera destinata a lasciare il segno.
Alla fine degli anni Sessanta arrivò il debutto professionale grazie all'incontro con lo sceneggiatore Glauco Verrozzi, che gli consentì di iniziare la collaborazione con le Edizioni Universo, una delle realtà editoriali più importanti dell'epoca.
Per Il Monello e Intrepido realizzò le sue prime tavole professionali, entrando così in un mondo destinato ad accompagnarlo per tutta la vita.
La crescita artistica tra i grandi autori italiani
Negli anni successivi il suo percorso lo portò al Corriere dei Ragazzi, esperienza fondamentale che gli permise di confrontarsi con alcune delle firme più prestigiose del fumetto nazionale.
Collaborare con autori come Alfredo Castelli, Mino Milani e Andrea Mantelli significò crescere professionalmente all'interno di un ambiente creativo di altissimo livello, affinando ulteriormente uno stile già apprezzato per eleganza e chiarezza narrativa.
Fu un periodo decisivo nella costruzione della sua identità artistica.
Dalle serie popolari alla pittura
Rientrato successivamente alle Edizioni Universo, Devescovi contribuì alla realizzazione di numerose serie molto amate dai lettori, tra cui Billy Bis, Cristall, Commissario Norton e Black Rider, dimostrando una notevole capacità di spaziare tra generi diversi.
A metà degli anni Ottanta decise di dedicarsi completamente alla pittura, esperienza che lo portò a lavorare soprattutto per il mercato tedesco.
Nemmeno questa parentesi, però, riuscì a spegnere il richiamo del fumetto.
Gli anni Bonelli e i grandi personaggi
Il ritorno alle tavole disegnate coincise con l'ingresso nella Sergio Bonelli Editore, autentica istituzione del fumetto italiano.
Qui Franco Devescovi trovò uno degli ambienti più prestigiosi nei quali esprimere il proprio talento, entrando nello staff di Martin Mystère.
Nel corso degli anni illustrò alcune delle avventure più apprezzate della serie, tra cui Necronomicon, L'ultimo mistero, Aria di Baker Street, Gli Uomini Corvo, Il mistero della Grande Mela, Il Libro di Kells, La scure incantata, Il gatto che sapeva leggere e Il castigo degli Elohim.
La sua matita contribuì a dare forma alle atmosfere misteriose e avventurose del celebre "Detective dell'Impossibile", conquistando il consenso degli appassionati.
Il suo talento trovò spazio anche in altre storiche collane Bonelli: realizzò infatti tre albi di Zagor, un'avventura di Mister No e l'Almanacco del West 2008, confermando la propria versatilità artistica.
Un'eredità che resta
La storia professionale di Franco Devescovi racconta come un artista nato a Trieste sia riuscito, con passione, costanza e qualità, a diventare uno dei protagonisti del fumetto italiano.
Le sue tavole hanno accompagnato intere generazioni di lettori, contribuendo alla fortuna di personaggi che ancora oggi rappresentano un patrimonio della cultura popolare italiana.
Per Trieste la sua scomparsa rappresenta la perdita di un concittadino che ha saputo esportare il proprio talento ben oltre i confini cittadini, lasciando un segno duraturo nell'arte del fumetto.
Il suo tratto continuerà a vivere nelle pagine degli albi che ha illustrato e nella memoria degli appassionati che, attraverso i suoi disegni, hanno viaggiato tra misteri, avventure e mondi immaginari diventati parte della storia dell'editoria italiana.
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