Zelensky vola all'Onu per convincere il Sud globale

La guerra in Ucraina si preannuncia nuovamente il tema centrale della 78ma Assemblea Generale dell'Onu in programma la settimana prossima, con Volodymyr Zelensky che vola a New York per la prima volta per corteggiare di persona i leader del mondo riuniti per confrontarsi su alcune delle maggiori crisi globali. C'è già chi parla di "operazione diplomatica speciale" del presidente ucraino, che punta sui faccia a faccia per convincere una serie di Paesi ancora esitanti a schierarsi con Kiev e che giovedì andrà anche alla Casa Bianca da Joe Biden per chiedere nuove e più potenti forniture militari (come i missili a lungo raggio Atacms) e al Congresso per assicurarsi un sostegno bipartisan. "Per garantire una pace globale e duratura abbiamo bisogno di qualcosa di più del sostegno politico occidentale. Dobbiamo coinvolgere molti Paesi anche del Sud del mondo, perché le loro voci contano", spiegano fonti diplomatiche ucraine. Gran parte di coloro che hanno evitato di prendere posizione provengono proprio da Paesi del 'Global South' - Africa, Asia e America Latina - molti dei quali non hanno tagliato i legami economici o militari con la Russia né imposto sanzioni a Mosca. Tra gli obiettivi di Zelensky a New York c'è quello di raccogliere sostegno per il suo piano di pace, e poi trovare soluzioni alla crisi della sicurezza alimentare. Questione questa che sarà al centro dell'incontro con il segretario generale Onu Antonio Guterres, che separatamente vedrà anche il presidente turco Recep Tayyp Erdogan e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, e si è detto "determinato a fare tutto il possibile per riportare in vita l'accordo sul grano". E Zelensky potrebbe trovarsi pure seduto allo stesso tavolo di Lavrov in occasione del summit ad alto livello del Consiglio di Sicurezza sull'Ucraina in programma mercoledì, se il leader di Kiev deciderà di partecipare. Per quanto riguarda il dibattito generale, invece, Zelensky parlerà nella giornata inaugurale, martedì, aperta come da tradizione dal leader brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e poi dal presidente Usa Joe Biden, accompagnato anche dal segretario generale Antony Blinken. In arrivo a New York anche il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che incontrerà Biden durante la visita (per la prima volta da quando è tornato al potere), ma anche Zelensky e Erdogan. Israele, pur essendo un solido alleato degli Usa e dell'Occidente, è tra quelli che non hanno varato sanzioni a Mosca. La Russia sarà rappresentata da Lavrov, mentre per la Cina come di consueto non si presenterà il presidente Xi Jinping: quest'anno è atteso il vice presidente Han Zheng. Non ci sarà il ministro degli Esteri Wang Yi, che avrebbe dovuto preparare il terreno per un summit Xi-Biden all'Apec di San Francisco, e questo sembra allontanare la possibilità di un incontro tra i due leader a novembre. Ci sarà anche il presidente iraniano Seyyed Ebrahim Raisi. La 78esima Assemblea Generale sarà poi l'esordio al Palazzo di Vetro per la la premier Giorgia Meloni, accompagnata da un'ampia delegazione a partire dal titolare della Farnesina Antonio Tajani. Assenti il presidente francese Emmanuel Macron, impegnato in Francia per la visita del Re Carlo III d'Inghilterra, e il premier britannico Sunak. Presente invece il cancelliere tedesco Olaf Scholz, così come i vertici dell'Ue: il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell e il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Oltre all'Ucraina, tema fondamentale anche per le ripercussioni globali della guerra, a partire dalla sicurezza alimentare, dossier caldi sono la crisi climatica, con un incontro organizzato mercoledì prossimo, e la discussione sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, su cui si terrà un summit ad hoc lunedì prima dell'apertura del dibattito generale. (ANSA). YRV-SAV
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