lunedì 10 agosto 2026
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Segnalazioni

Ucraina, la mamma simbolo della guerra: "Ho salvato mia figlia mentre la stavo allattando"

Luca Marsi·
È ormai uno dei simboli della guerra in Ucraina la foto di Olga che, nonostante i segni evidenti dovuti ai bombardamenti russi, allatta la sua bambina di poco più di un mese sul letto di ospedale. "Ci eravamo rassegnati ai forti bombardamenti", ha raccontato Olga, ricordando la tragica notte tra il 17 e il 18 marzo scorso quando, proprio mentre allattava la piccola, un attacco russo ha colpito la sua abitazione. "Per allattarla mi piace portarla nel lettone con me, prenderla in braccio e stringere le gambe al petto. Grazie a questa posizione, quando hanno bombardato, sono riuscita in un istante a piegarmi su di lei, salvandole la vita. Se lei non fosse stata in braccio a me, se fosse stata nel suo lettino, penso che l'epilogo di questa storia sarebbe stato diverso. Non riesco nemmeno a immaginarlo". Non appena messe in salvo, Olga continuava a gridare. "Avevo una ferita alla testa e grondavo di sangue. In quel momento non riuscivo a capire che fosse sangue mio, pensavo che fosse il suo e continuavo a gridare", ha spiegato sottolineando che "Vittoria sta bene, ha solo un graffio su una guancia e qualche livido e se lei sta bene, io sto bene". Ora Olga e il marito Dmytro proveranno a lasciare Kiev. "Non l'abbiamo fatto finora perché avevamo paura di affrontare un viaggio del genere con lei così piccola. Quando è iniziato tutto aveva solo due settimane. Ora però è arrivata l'ora di andare via, ci proveremo".

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