Trieste e il Friuli, più uniti di quanto sembri: il messaggio di una friulana doc

Una lettera inviata alla redazione da Giuliana, una "vecchietta friulana" come lei stessa si definisce, offre uno spunto di riflessione sulla complessità dell’identità culturale del Friuli Venezia Giulia e sul valore delle parole come "mandi".
Un legame profondo con Trieste
Giuliana, che ha vissuto in prima persona l’evoluzione storica e culturale della Regione, racconta con emozione il suo legame con Trieste:
"Ho sempre considerato Trieste una città straordinaria per la sua posizione geografica e per quel mirabile crogiuolo di culture tipico dei crocevia del mondo. Amo l’architettura, la parlata, lo spirito vitale e il grande contributo alla cultura dei suoi poeti e scrittori."
Dai racconti dei nonni che visitarono Trieste in viaggio di nozze nel 1890, fino alla sua "cena di matura", la lettrice dipinge un quadro nostalgico e affettuoso della città e delle sue tradizioni.
Un invito alla tolleranza linguistica
La riflessione si sposta poi sul saluto "mandi", che di recente è stato oggetto di dibattito tra chi lo considera inappropriato a Trieste e chi, come Giuliana, lo vede come una ricchezza linguistica.
"Non credo che un 'mandi' inviato da/a Trieste sia così grave e 'snaturante'. La nostra terra di confine è piena di parole depositate dai molteplici passaggi, incursioni e dominazioni. Non avreste trovato ignominioso un 'byby' o un 'aufiderseen', mentre ritenete discreditante un 'mandi'? Com’è diventata piccola quella Trieste che parlava greco, slavo, turco, tedesco, ungherese e italiano."
Il significato di "mandi" e il suo valore culturale
Giuliana sottolinea l’origine latina del termine, derivato da "mane diu", che significa "stai bene a lungo". Un saluto pieno di affetto e buoni auspici, che appartiene a una tradizione culturale di grande valore.
"E ritenete più appropriato 'sciao', di derivazione veneziana, che significa: schiavo, servo vostro?", chiede con ironia, ribadendo come ogni parola porti con sé una storia che merita rispetto e comprensione.
Un appello all’unità culturale
Nella sua lettera, Giuliana invita i lettori a riflettere sul significato più ampio dell’identità regionale e sull’importanza di abbracciare le diversità linguistiche e culturali del Friuli Venezia Giulia.
"Vorremmo credere di aver costruito l’Unione Europea e cavilliamo sull’identità linguistica di una Regione grande come un fazzoletto!", scrive, aggiungendo un invito a imparare il friulano, una lingua ricca di espressioni significative e profonde, nate dall’esperienza e dall’evoluzione del popolo friulano.
Un saluto che guarda al futuro
Giuliana conclude la sua riflessione con un augurio e un riferimento poetico:
"Mandi Trieste; da una vecchia friulana che ha girato tanto mondo ed ha scelto di tornare a morire nella sua Terra, il Friuli-Venezia Giulia. 'Vola colomba bianca, vola...'."
foto sebastiano visintin
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